Libano: due bombe a Tripoli durante preghiera del venerdì, morti e feriti

Entrambe le esplosioni vicino a due moschee: la Croce Rossa locale parla di almeno 29 morti e 500 feriti.

Due forti esplosioni all’ora della preghiera del venerdì. Strage a Tripoli, seconda città del Libano, quando è deflagrato il primo ordigno nei pressi della moschea di al-Taqwa, nel quartiere di Zahiriye. Secondo la tv libanese Lbc e la radio Voce del Libano, si conterebbero centinaia di feriti.

La bomba è infatti esplosa nel centro di Tripoli, vicino a due obiettivi sensibili: nei pressi della casa del premier dimissionario Najib Mikati e non lontano da dove, giovedì, era stato ucciso in un agguato un miliziano vicino al movimento sciita Hezbollah.

Secondo le prime informazioni provenienti dal suo ufficio, Mikati non era a Tripoli al momento dell’attentato. Non può non essere segnalato come l’imam della moschea di al Taqwa, Salem al Rafei, sia un sostenitore della rivolta siriana contro il regime di Damasco. Non è chiaro se il predicatore si trovasse nella moschea al momento dell’esplosione.

A completare il venerdì di sangue, cinque minuti dopo il primo attentato, è esplosa una seconda bomba vicino alla moschea Salam, nel quartiere di al-Mina, dove è situato il porto della città. Nei pressi dell’abitazione dell’ex capo della polizia Ashraf Rifi. Le tv libanesi hanno mostrato colonne di fumo, facciate degli edifici colpite e corpi senza vita.

Nella zona si sarebbero uditi anche colpi d’arma da fuoco. All’inizio, si era parlato di 27 morti e 352 feriti, ma in un secondo momento il bilancio si è aggravato. Il direttore delle operazioni della Croce Rossa in Libano, Georges Kettane, parlando all’agenzia di stampa Reuters ha detto che nei due attentati si contano almeno 29 morti e 500 feriti.

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