Rugby & Cronaca: si tinge di giallo la morte di Donati

La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per chiarire le reali cause che hanno portato alla morte dell’ex rugbista, apparentemente punto da un calabrone.

Sembrava una banalissima e tragica fatalità. Ma la morte dell’ex rugbista e allenatore Andrea Donati sta assumendo contorni sempre meno chiari, con la procura che ha aperto un’indagine per omicidio colposo.

L’ex rugbista, 46 anni, si era sentito male un paio di giorni fa, apparentemente dopo essere stato punto da un calabrone. Questa, almeno, la versione dei testimoni all’arrivo dell’ambulanza. Ma, da quel che scrive il Secolo XIX, il medico che ha tentato, inutilmente, di salvare la vita a Donati non avrebbe riscontrato sul suo corpo segni evidenti di puntura. Nelle prime ore si era parlato di due testimoni che avevano visto l’insetto pungere l’uomo e, addirittura, un testimone avrebbe raccolto il calabrone mostrandolo ai soccorritori. Ma di questi testimoni si è persa ogni traccia.

Non solo, ma le cure – compresa un’iniezione di adrenalina – sono state inutile, facendo sorgere dubbi sulle reali cause della morte. A ciò si aggiungano le diverse telefonate al 118, inizialmente tranquille e poco allarmanti, poi con il passare dei minuti (ma l’ambulanza era già partita, ndr.) sempre più drammatiche. Il pm Federico Manotti ha, dunque, aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e ha disposto l’autopsia, che viene eseguita in queste ore. Da capire se l’intervento dei medici e dei paramedici ha seguito esattamente i protocolli, soprattutto perché il medico – di fronte all’assenza di evidenti segni di shock anafilattico e puntura – avrebbe curato Donati per l’arresto cardiaco subito.

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