Rifiuti: 21 arresti a Napoli. Ai domiciliari l’ex sottosegretario Malinconico

Napoli: Inchiesta sul Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti: Malinconico ai domiciliari, in carcere l’ex a.d. di Selex Management, gruppo Finmeccanica, Sabatino Stornelli.

20.45 – Sono ventisei in tutto le misure cautelari emesse dal gip di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sul Sistri. Gli arrestati sono 22 e non 21: 3 in carcere e 19 ai domiciliari. Per altri 4 indagati è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Sono 21 le persone arrestate questa mattina dalla Guardia di finanza di Napoli nell’ambito di una inchiesta sul Sistema di tracciabilità dei rifiuti – Sistri. Tra loro c’è anche l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Malinconico, posto agli arresti domiciliari. Malinconico – giurista e funzionario statale – ricoprì la carica si sottosegretario con delega all’editoria da fine novembre 2011 a gennaio 2012, poi si dimise in seguito alla scoperta che le sue vacanze in un albergo di Porto Ercole dal 2007 (mentre era segretario generale di Palazzo Chigi) venivano pagate da uno degli imprenditori della cosiddetta cricca dei grandi appalti legati al G8 della Maddalena, Francesco De Vito Piscicelli, quello che la notte del terremoto dell’Aquila rideva al telefono con il cognato pregustando le commesse per i lavori di ricostruzione.

Tornando all’inchiesta sul Sistri in carcere sono finiti invece tra gli altri, l’ex a.d. di Selex Management, gruppo Finmeccanica, Sabatino Stornelli, e gli imprenditori Maurizio Stornelli e Francesco Paolo Di Martino. In un documento sequestrato dalle Fiamme Gialle e ora al vaglio degli inquirenti sarebbero indicate una serie di consulenze per circa un milione di euro che Di Martino avrebbe pagato a Malinconico, che allora era a capo di una commissione tecnica sul Sistri del Ministero dell’ambiente.

Un progetto quello per l’appalto del Sistri stimato in 400 milioni di euro: parte delle somme sono state già incassate dalle imprese ma il sistema non è mai entrato in funzione. La Procura di Napoli sottolinea che il progetto per anni è stato avvolto in una cortina fumogena, protetto dal segreto di Stato, con l’affidamento diretto da parte del ministero dell’Ambiente alla società Selex Service Management che in autonomia aveva elaborato appunto il progetto.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip del tribunale partenopeo sul richiesta della Procura ed eseguiti della Gdf. Per 3 indagati su 21 si sono aperte le porte del carcere, agli altri sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nell’operazione sono stati anche sequestrati beni per 10,2 milioni di euro.

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