The Rugby Championship: l’Australia scopre l’acqua calda “McCaw gioca sporco”

Ewen McKenzie e James Horwill tornano sulla sfida persa con gli All Blacks e sottolineano i continui falli (fischiati raramente) nelle ruck. E il colpevole, quasi sempre, era il capitano neozelandese.

Un gioco frammentato, troppi falli che impediscono di costruire un’azione d’attacco e spesso e volentieri sempre la stessa maglia nera numero 7 a trovarsi dove non dovrebbe. L’Australia torna sulla sfida persa con gli All Blacks sabato e il coach wallabie punta il dito contro un neozelandese: Richie McCaw.

La qualità del quale non si discute e anche sabato scorso – nonostante i pochi minuti nelle gambe quest’anno – ha dato prova di coraggio e qualità da vero campione. Ma, anche, del suo antico vizio di mettere le mani in ruck quando non deve, di entrare da ogni gate, anche quelli non legali, e – in generale – di rallentare il gioco offensivo avversario, spesso commettendo fallo. E venendo punito assai raramente.

“Tutti quei falli arrivavano sempre dalla stessa parte. Appena entravamo nella loro metà campo era fallo – ha sottolineato Ewen McKenzie –. Certo, poi hai un piazzato a favore e dopo, indovina un po’, c’è il kick-off e ti ritrovi nella tua metà campo. Non abbiamo giocato granché a rugby sabato, ci sono stati troppo falli che ci hanno impedito di trovare il momentum giusto. Se si commettono sempre gli stessi falli, poi deve arrivare il cartellino giallo”.

E se il tecnico dell’Australia resta sul vago, James Horwill punta il dito contro l’arbitro Joubert (ennesima pessima prestazione, ndr.) e contro Richie McCaw, pur non nominandolo direttamente. “Era sempre lo stesso fallo, che arrivava dalla stessa parte (cioè da McCaw, ndr.). Per questo l’ho fatto notare a Joubert, evidenziando come fosse un problema e come fosse intenzionale. Appena andavamo a terra palla in mano c’era subito un fallo. Lui deve vederlo, lui deve fischiarli” conclude Horwill. 

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