Catania, blitz contro Cosa Nostra: 77 arresti tra il clan Santapaola

Settantasette persone affiliate al clan mafioso Santapaola sono finite in manette grazie alle rivelazioni del pentito Santo La Causa, reggente della cosca fino al 2010, quando fu arrestato dopo anni di latitanza.

Maxi operazione dei carabinieri di Catania contro il clan mafioso Santapaola, attivo nel capoluogo siciliano e nella provincia etnea. Dalle prime ore di oggi i carabinieri hanno dato esecuzione a 77 ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania nei confronti di altrettante persone ritenute vicine o affiliate al clan.

Fondamentali per le indagini, e per la riuscita dell’operazione denominata Fiori Bianchi, sono state le rivelazioni del pentito Santo La Causa, per anni reggente della cosca e da tempo collaboratore di giustizia, da quando, nell’ottobre 2009, finì in manette dopo esser stata a lungo inserito nella lista dei 30 ricercati più pericolosi d’Italia.

Grazie a quanto rivelato dal boss, ufficialmente collaboratore di giustizia dal maggio dello scorso anno, gli inquirenti sono riusciti a fare chiarezza sullo spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana in alcuni quartieri di Catania, i cui proventi erano destinati alle casse dell’organizzazione.

Allo stesso modo sono state accertate le modalità di imposizione del pizzo ad imprenditori della zona, o almeno di quelle adottate tra il 1993 e il 2010, quando Santo La Causa era ancora a piede libero, con importi riscossi che potevano arrivare fino a 6 mila euro all’anno per ogni singola attività.

Gli indagati – molti erano già in carcere per altri reati, tre risultano latitanti – sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Tra questi ci sarebbe anche un agente della Polizia Penitenziaria, assistente capo in servizio nel carcere di “Bicocca” che, secondo l’accusa,

avrebbe messo a disposizione degli affiliati detenuti del clan Santapaola telefoni cellulari, radio, orologi, champagne oltre ad informarli delle traduzioni che riguardavano gli appartenenti alla famiglia.

Gli arresti sono stati condotti tra i paesini di Monte Po, Villaggio Sant’Agata, Lineri, Picanello, Stazione, San Cristoforo, San Giovani Galermo, Librino, Civita e Cibali e in alcuni comuni della provincia Paternò, Belpasso, Mascalucia, Santa Venerina, Acireale, Fiumefreddo e Riposto.

Foto | © TMNews

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