Rassegna stampa estera: Berlusconi e Patrizia D’Addario verso il G8

Il clamore mediatico attorno allo scandalo Patrizia D’Addario – Berlusconi è sembrato scemare nel nostro paese negli ultimi giorni (ma mai dire mai: le rivelazioni del finto fidanzato Domenico Cozzolino potrebbero riaccendere addirittura il caso Noemi). Non altrettanto si può dire per la stampa straniera: sarà che le notizie arrivano in ritardo, sarà la fissazione


Il clamore mediatico attorno allo scandalo Patrizia D’Addario – Berlusconi è sembrato scemare nel nostro paese negli ultimi giorni (ma mai dire mai: le rivelazioni del finto fidanzato Domenico Cozzolino potrebbero riaccendere addirittura il caso Noemi). Non altrettanto si può dire per la stampa straniera: sarà che le notizie arrivano in ritardo, sarà la fissazione degli stranieri (specie degli inglesi) per la moralità e la vita privata degli uomini politici, ma anche in questo inizio di settimana il numero di pezzi dedicati al caso è stato elevatissimo.

Per questa rassegna, vi proponiamo alcuni estratti dei 5 articoli migliori (a nostro giudizio) degli ultimi giorni. Su tutti, aleggia l’ombra dell’ormai imminente G8. Ad esempio l’Independent non si è limitato fortunatamente a offrire commenti semi-indignati e costellati di stereotipi sugli italiani, ma ha anche cercato di fornire un’ analisi più completa di quanto sta avvenendo dal punto di vista politico:

Quando erano perseguitati dai problemi domestici, gli imperatori romani lanciavano avventure internazionali per distogliere l’attenzione pubblica. Nello stesso stile, mentre deve affrontare una serie di scandali domestici che avrebbero messo in imbarazzo anche l’imperatore Tiberio, il primo ministro italiano sale oggi sul palcoscenico mondiale per annunciare il programma del G8 di quest’anno. (..)

I recenti eventi in Iran, il conflitto in medio oriente e questioni di sicurezza internazionale saranno le priorità in agenda. Tuttavia, molti si sono chiesti, sia in patria che all’estero, se le crisi domestiche di Berlusconi non diminuiranno la sua capacità di affrontare tali pesanti questioni globali

Il Times sembra condividere la prospettiva del suo concorrente, se è vero che ha dedicato alla questione un articolo intitolato “Silvio Berlusconi si rifiuta di farsi distrarre dagli scandali e interpreta il ruolo dell’uomo di Stato“. In un editoriale invece Joanne Green ci spiega perché “Berlusconi non dovrebbe essere a capo del G8“: non per i recenti scandali, attenzione, bensì..

per una ragione ancora più importante: l’agenda del G8 è fermamente centrata sull’Africa e sullo sviluppo ma Berlusconi non è riuscito a mantenere le sue promesse di aiuto (..) ha diretto l’attenzione nazionale verso l’interno, e così la statura internazionale dell’Italia si è ristretta. Il suo fallimento morale nella cura dei poveri del mondo, più che i suoi party a bordo piscina, indica che il suo posto a capotavola dovrebbe essere messo in questione. (..) Ancora prima della crisi finanziaria il governo italiano ha mostrato scarso impegno (..). Recentemente l’Italia ha annunciato la sua intenzione di fare tagli devastanti al suo budget per gli aiuti, dando la colpa alla crisi finanziaria. E’ probabile che l’Italia darà quindi ora meno di ogni altra nazione del G7, in termini di percentuale del PIL.

Sempre nel Regno Unito il Daily Telegraph ha pubblicato un commento alla vicenda D’Addario tanto breve quanto originale e tagliente:

Mi fa ridere che i leader religiosi in Italia abbiano parlato di un'”emergenza morale” nel paese, a seguito delle ampiamente riferite (oltre che fotografate) buffonerie di Silvio Berlusconi, libertino geriatrico, magnate dei media e primo ministro part-time (..). Il paese era un casino anche quando aveva leader noiosi che non saltellavano in questo modo, quindi dov’è il problema? E per quanto riguarda l’emergenza morale, questi bigotti non farebbero meglio a promuovere la pulizia di un paese che, ovunque a Sud di Roma, sembra essere governato dalla Mafia?

El Pais ha intervistato (e non è la prima volta) Giovanni Sartori per cercare di capirci qualcosa di più di questo misterioso fenomeno che è il rapporto dell’Italia col suo primo ministro; il politologo italiano è stato, se possibile, il più duro di tutti:

Il Popolo della Libertà è una massa clientelista più fedele della ex-DC. Tutti vivono di lui, papi gli dà la pappa. Non cadrà così facilmente come la DC, ha più privilegi e più potere locale, le regioni sono uno scandalo assoluto. È una rete feroce e vorace che conquista sempre più potere, un para-stato che ha tutto l’interesse nel continuare compatto. Tutti salgono sul carro del vincitore, e lui li lascia salire. L’unica cosa che gli sta a cuore è di mantenere il suo patrimonio intatto, tutto il resto è un grande “magna magna”. (..) Se si dimette, lo processano. Prima di dimettersi si farebbe garantire l’immunità come Pinochet. Guardi il suo sorriso: è genuino, autentico. Non mente. Sembra dire: “Ve la sto dando a bere. Degli scandali del paese non si sa niente di niente. La televisione non informa, e l’80% degli italiani si informa attraverso la televisione”. Controlla sei canali su sette, e il settimo ha paura di lui. È impossibile che gli presentino il conto. Non ci sono speranze. (..) (La chiesa) sta molto attenta, ma lui la lascia comandare sempre più. Non ci sono relazioni stato-chiesa, ma solo potere-potere. Anche loro mangiano sulla sua Italia, sulle scuole, sulla fine della vita… È comprata come gli altri. Per questo tace e sopporta. Ecco cos’è la chiesa

L’olandese Het Financieel Dagblad è stato però forse il giornale che ha sparato il titolo più pesante: “Fra poco anche dall’Italia notizie via twitter?”

Le notizie che riguardano la censura e l’interferenza del governo su ciò che viene pubblicato dai giornali e trasmesso alla tv, di solito arrivano da paesi lontani dove vige poco rispetto per la democrazia. Paesi come la Cina, la Russia e negli ultimi giorni in particolare l’Iran, da cui abbiamo notizie soprattutto grazie a Twitter. Dal mese scorso, anche l’Italia è sulla lista dei paesi in cui i media non sono più totalmente liberi, come afferma l’organizzazione Freedom House. (..) Berlusconi questa settimana ha fatto un appello particolare. Ha chiesto alle imprese italiane di non fare inserzioni sui media che sono critici nei suoi confronti. In poche parole: era un appello a boicottare La Rebubblica (e il settimanale L’Espresso) e Rai 3, cancellandoli e così tappare la bocca ai suoi critici. Non è un appello privo di forza, e le possibilità che venga accolto sono alte. Giacchè molte grandi imprese italiane preferiscono tenersi buono Berlusconi. (..) Tutto questo fa paura, molta paura. E c’è anche un’altra cosa: il ministro dell’economia Tremonti ha detto ieri che i media non devono parlare della crisi economica in Italia fino a dopo l’ estate. Trova che la cosa non faccia bene. A dove condurrà una tale situazione? Fra un pò dovremo usare Twitter per raccontare cosa sta succedendo qui in Italia