Massimo D’Alema pronto a fare un “suo” partito?

Che i “piombini” non fossero simpatici a Massimo D’Alema (e viceversa) non ci voleva molto a capirlo. Ma al Lingotto 2, oltre alla “star” Serracchiani e ad altri giovani leoni, erano presenti e hanno preso la parola i due candidati ufficiali alla segreteria del partito, Franceschini e Bersani. Si è discusso del prossimo congresso, con

Che i “piombini” non fossero simpatici a Massimo D’Alema (e viceversa) non ci voleva molto a capirlo.

Ma al Lingotto 2, oltre alla “star” Serracchiani e ad altri giovani leoni, erano presenti e hanno preso la parola i due candidati ufficiali alla segreteria del partito, Franceschini e Bersani. Si è discusso del prossimo congresso, con gli annessi e connessi.

Perché allora D’Alema, intervenuto a Milano alla conferenza annuale della John Hopkins University sulla sussidiarietà si è rifiutato di rispondere sul “suo” partito?

“Non intendo parlare del Pd, per amor del cielo!”: ha chiuso così, in modo perentorio, l’ex premier. Lo sguardo di “baffetto” era ancora più significativo delle parole.

Che succede? Nel caos del Partito democratico tutto è possibile.

Anche che, in risposta alle varie “minacce” contro i “vecchi”, alla smodata spinta verso il rinnovamento legato solo ai dati anagrafici, alle cordate che si formano e si disfano, l’ex presidente dei Ds maturi una “risposta” tutta sua.

Cosa avete capito? No, il lider maximo non farà una nuova corrente. Stavolta è capace di fare un nuovo partito.