Affari italiani: Treviso, Zatta lancia l’allarme “Fir dai risposte, dobbiamo programmare”

Il numero 1 della Benetton parla delle incertezze sul futuro celtico e su come queste rendano impossibile lavorare per il futuro.

5 agosto 2013. L’Italia è entrata nella Celtic League tre anni fa, ma rischia di uscirne tra pochi mesi. Già, perché al di là dell’ottimismo, a oggi la situazione tra Federazione e Board celtico è di stallo. Una situazione assurda, che per i club (in particolare Treviso) significa non poter programmare. E crescere.

Mancano otto mesi alla scadenza del contratto che lega l’Italia alla RaboDirect Pro 12, ma il rinnovo non si vede neppure con il binocolo. Da un lato Alfredo Gavazzi, che pretende di non pagare più la “tassa” di tre milioni per partecipare, dall’altra i celtici, che a quei soldi non vogliono rinunciare.

Anche perché, tra spettatori, diritti tv, visibilità e opportunità di marketing l’ingresso italiano in Celtic League non ha portato certo soldi nelle casse scozzesi, gallesi e irlandesi. I famosi “60 milioni di potenziali tifosi” si sono tradotti in poche migliaia di spettatori paganti e poche decine di migliaia di telespettatori. Per il resto è vuoto assoluto.

Dovuto al pressapochismo che in questi tre anni ha accompagnato la programmazione dell’avventura celtica, che ha portato Treviso e Aironi prima, Treviso e Zebre poi, a faticare in campo, senza regole certe e senza un’idea sul futuro a medio termine. Ogni anno nuove idee, nuove regole, Aironi che falliscono, Zebre che faticano a nascere, ipotesi di trasferimenti metropolitani buttate lì, senza capo nè coda. E, ora, l’incertezza sul futuro. E da Treviso arriva un grido d’allarme.

Sulle pagine della Tribuna di Treviso è il presidente Amerino Zatta a fare il – fosco – quadro della situazione. “E’ una situazione assurda, perché siamo bloccati quando dovremmo poter impostare una programmazione almeno a medio lungo termine – le parole del numero 1 biancoverde –. Non posso nemmeno pensare alla fine della presenza delle italiane in Celtic fra un anno, il rugby italiano tornerebbe indietro di decenni”.

Una situazione che la Benetton Treviso paga pesantemente, come evidenzia Zatta. “In questo momento non possiamo impostare il nostro futuro, nemmeno quello più immediato – accusa il presidente del Treviso –. Dal mio punto di vista, e lo dico anche come manager, siamo già lunghi. E ormai agosto, adesso ci sono le ferie: e fra otto mesi finisce il campionato, ma non possiamo guardare più avanti”. Una situazione che ha portato i biancoverdi a limitare i contratti con i giocatori al 2014, che rende impossibile muoversi sul mercato per il futuro e che, così, lascia anche in stand-by l’erede di Franco Smith.

Tra un mese inizia la nuova stagione e, come raccontato poco fa sul blog, non c’è ancora copertura tv. Tra otto mesi finisce il quadriennio celtico e, come sottolinea Zatta, non c’è certezza sul futuro. Ma va tutto bene. No?

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