Processo Scazzi, oggi la Camera di Consiglio: la sentenza è attesa in settimana

Il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi è ripreso oggi le repliche della difesa e delle parti civili. La Camera di Consiglio potrebbe iniziare già oggi, mentre la sentenza di primo grado è attesa in settimana.

Ultima udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, arrivato alle battute finali dopo oltre un anno dal suo avvio. Oggi, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Taranto, è la volta delle ultime repliche prima della Camera di Consiglio, che in base a quanto dureranno gli interventi potrebbe cominciare già oggi.

Stamattina in aula interverranno i difensori degli imputati e quelli della parte civile, poi la parola passerà ai giudici che si ritireranno in camera di consiglio e ne usciranno nel giro di pochi giorni con l’attesa sentenza, destinata in ogni caso a far discutere.

Particolarmente sentita è stata la replica dell’avvocato Nicodemo Gentile, difensore di Concetta Serrano, madre della giovane vittima, che ha iniziato il suo intervento appellandosi alla giustizia:

L’unico errore che si può commettere in questa vicenda è di lasciare la giustizia italiana senza parole, magari dicendo che Michele era confuso, Sabrina non ha commesso nulla, Cosima dormiva e meno male che Sarah aveva compiuto già 14 anni sennò magari sarebbe stata accusata di abbandono di minore. […] La famiglia Scazzi vi ha consegnato il suo dolore e attende una risposta dalla giustizia italiana che non sia muscolare né una vendetta.

L’accusa, lo ricordiamo, ha chiesto l’ergastolo per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, entrambe accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere; per Michele Misseri la Procura ha chiesto una condanna a 9 anni di carcere per soppressione di cadavere per essersi liberato del corpo della nipote gettandolo in un pozzo, mentre per Carmine Misseri e Cosimo Cosma, entrambi accusati di soppressione di cadavere in concorso col contadino di Avetrana, sono stati chiesti 8 anni di carcere.

Per l’avvocato Vito Russo, ex difensore di Sabrina Misseri, che deve rispondere all’accusa di tentato favoreggiamento personale, intralcio alla giustizia e di soppressione di atti veri, sono stati chiesti 3 anni e 6 mesi di carcere, mentre Antonio Colazzo, Cosima Prudenzano e Giuseppe Nigro, accusati di favoreggiamento del fioraio Giovanni Buccolieri, la Procura ha chiesto 3 anni di carcere ciascuno.

Foto | © TMNews

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