Affari italiani: club uniti, o è il disastro

Dal Veneto arriva il grido d’allarme: o rinasce la Lega dei club, o la Federazione avrà sempre l’ultima parola su tutto.

La prima Lega non ebbe grande successo, ma forse (anzi certamente) era meglio del nulla. Cioè quello che c’è oggi, dove i club d’Eccellenza non hanno una rappresentanza unitaria e, alla fine, sono succubi delle decisioni federali. L’ultima decisione Fir – il torneo a 11 squadre – ne è stata la dimostrazione.

Così, almeno, la pensano alcuni club d’Eccellenza. Quelli veneti, per la precisione, che esprimono il loro disagio sulle pagine del Gazzettino stamani. E la proposta è, appunto, quella di tornare a una Lega di club.

Il più diretto è Sandro Trevisan, presidente del San Donà. “La prima responsabilità è nostra. Fino a quando non ci uniremo in una lega, un consiglio, o come lo vogliamo chiamare, che esprima dei referenti per confrontarsi con la federazione non andremo da nessuna parte. La Fir arriva compatta con le proposte, noi in ordine sparso, senza un’alternativa unitaria, forte, e alla fine è giustamente la federazione a tirare le fila” le parole abbastanza ovvie di Trevisan.

La scelta di ridurre a 11 squadre l’Eccellenza è stata una decisione federale, ma avallata dai club. Così si dice, ma da Rovigo arriva una versione alternativa della realtà. “Si era parlato a livello teorico di riduzione delle squadre, ma non si conosceva ancora la situazione reale – le parola del patron Zambelli –. Quando si è chiarita, cosa costava fare un giro di telefonate fra le società per sapere l’orientamento sul campionato a undici? La federazione ha un consigliere delegato apposta all’Eccellenza, ci avrebbe impiegato due ore a farlo. Se la maggioranza avesse detto no al ripescaggio, mi sarei allineato senza problemi anch’io”.

Una posizione confermata anche dal Petrarca, mentre da Mogliano, se da un lato si trova una valida giustificazione alla riduzione dell’Eccellenza, dall’altra il ds Gianluca Mazzanti mette il dito nella piaga. “È una Fir che vive alla giornata, siamo abituati. E la competenza per scegliere il tipo di campionato spetta solo a essa, non ai club. Anche perchè non c’è una lega, come in altri Paesi, che li rappresenti e porti avanti le loro istanze” sentenzia Mazzanti. Già, programmazione, quella sconosciuta.

credit image by Elena Barbini

RUGBY 1823 è anche su @Facebook @Twitter @Google+