Vincenzo Nibali: “Froome non avrebbe vinto i suoi quattro Tour senza il Team Sky”

Lo Squalo ha rilasciato un’intervista a Cyclingnews.

Cyclingnews ha pubblicato oggi una lunga intervista rilasciata da Vincenzo Nibali il quale fa un bilancio della sua stagione 2017 e commenta le vittorie degli avversari. Sul principale rivale per i grandi giri, Chris Froome, lo Squalo ha detto che è un “ragazzo simpatico”, ma ha poi sottolineato quello che di fatto tutti notano e che anche il diretto interessato ammette, cioè che il Team Sky è fondamentale per le vittorie del keniano bianco e che senza una squadra così forte sicuramente non avrebbe vinto quattro volte il Tour de France e una volta la Vuelta.

E proprio lo strapotere del Team Sky, che è sostanzialmente composto da un gruppo di corridori che potrebbero essere tutti capitani in altre squadre, porta dritti a un tema molto importante nel ciclismo professionistico, che anche Alberto Contador ha più volte rimarcato e cioè la necessità di un salary cap, un limite al budget delle squadre per cercare di livellare il livello delle squadre. Ne beneficerebbe senza dubbio lo spettacolo, perché in effetti quest’anno vedere due grandi giri (Tour e Vuelta) con molte tappe in fotocopia (ossia con il Team Sky in assoluto controllo della gara) non ha certamente giovato allo spettacolo, la differenza con il Giro d’Italia, avvincente fino all’ultima tappa, è stata notevole e la noia è stata imperante per moltissimi chilometri.

Nibali comunque dimostra di essere un vincente anche giù dalla bici e il suo commento sulla sua stagione è inappuntabile:

“Alcune persone mi dicono ‘Hai avuto una buona stagione, ma non hai vinto un grande giro’. Io scrollo le spalle quando lo sento. L’unica cosa migliore del podio è la vittoria. Io sono sempre stato il lotta per la vittoria, in ognuno dei 21 giorni di gara, quindi penso che anche il secondo e terzo posto sono grandi risultati”

Nibali, infatti, è arrivato terzo al Giro d’Italia dietro Tom Dumoulin e Nairo Quintana, ma ricordiamolo, a soli 40” dall’olandese e 9” dal colombiano. Alla Vuelta, invece, è arrivato secondo a 2’ 15” da Froome. Durante la stagione ha anche vinto il Giro di Croazia e, soprattutto, ha conquistato il suo secondo Lombardia, ha anche ottenuto podi al Giro dell’Emilia (dove ha fatto da gregario al suo compagno Giovanni Visconti) e alla Tre Valli Varesine. Ha vinto una tappa in ognuno dei grandi giri a cui ha partecipato, nel caso del Giro d’Italia si è accaparrato la tappa regina a Bormio. Soprattutto, in ogni gara a cui ha partecipato, è sempre stato protagonista e ha sempre divertito il pubblico.

Ora Nibali avrà solo un altro impegno per quest’anno, a Taiwan il 20 ottobre, poi non avrà una vacanza vera e propria perché la figlia Emma va a scuola a Lugano e dunque potrà solo riposarsi un po’ a casa prima di ricominciare la preparazione e a dicembre potrà avere qualche giorno di vacanza in Sicilia con la sua famiglia. Nel frattempo, il 14 novembre, festeggerà il 33° compleanno, ma si dice pronto a continuare a combattere come ha sempre fatto:

“Ho combattuto con i campioni come Contador e adesso combatto con la nuova generazione dei Dumoulin e dei Chaves. Continueranno ad arrivare corridori forti, ma io continuerò a combattere”

A breve definirà il programma per il 2018. Non si sa ancora se correrà Giro o Tour, sicuramente vorrà tentare le classiche, la Liegi-Bastogne-Liegi e forse addirittura il Fiandre, molto probabilmente correrà la Vuelta per preparare quello che è forse il suo più importante obiettivo, il Mondiale di Innsbruck, perché a uno come Nibali ormai manca solo lei, la Maglia Iridata.