Luca Bianchini: concluso il processo, 17 anni allo stupratore seriale di Roma

E’ stata emessa nel primo pomeriggio di oggi, dopo circa due ore e mezzo di camera di consiglio, la sentenza per Luca Bianchini, il 34enne romano accusato di aver stuprato tre donne a Roma tra l’aprile e il luglio dello scorso anno. Lo scorso 19 maggio il pm Antonella Nespola, dopo aver ripercorso le principali


E’ stata emessa nel primo pomeriggio di oggi, dopo circa due ore e mezzo di camera di consiglio, la sentenza per Luca Bianchini, il 34enne romano accusato di aver stuprato tre donne a Roma tra l’aprile e il luglio dello scorso anno.

Lo scorso 19 maggio il pm Antonella Nespola, dopo aver ripercorso le principali tappe della vicenda – l‘arresto dell’uomo, le prove del DNA che lo hanno incastrato, le sue dichiarazioni di innocenza e il suo passato – chiese per lui una condanna a 15 anni di carcere, senza la concessione delle attenuanti generiche.

Le richieste del pm sono state accontentate, ma i giudici della VII sezione del tribunale penale di Roma, presieduti da Aldo Scivicco, hanno deciso di aumentare la pena di due anni, condannando Bianchini a scontare 17 anni di carcere.

L’imputato, presente in aula, dovrà inoltre versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 60mila euro al Comune di Roma e di 150mila euro per ciascuna delle donne violentate.

I legali di Bianchini, Bruno Andreozzi e Giorgio Olmi, hanno già fatto sapere che ricorreranno in appello non appena saranno pubblicate le motivazioni della sentenza:

È una sentenza particolarmente pesante che è andata anche oltre le richieste del pubblico ministero per quanto riguarda la pena e non ha ritenuto di riflettere su tutte le obiezioni e gli spunti dati dalla difesa. Impugneremo questa decisione. Di motivi di appello ce ne sono molti questioni che pretendevano di avere un accertamento, una risposta. Tra queste quelle relative alla perizia psichiatrica, alla ripetizione dell’esame del Dna, accertamenti sui tabulati telefonici per verificare luoghi e orari in cui si trovava il mio assistito nei momenti in cui erano compiuti gli abusi. Il tribunale non ha dato una risposta a queste nostre istanze, vedremo se lo farà nelle motivazioni che attendiamo di leggere non appena saranno depositate.

Giunto anche il commento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno:

Esprimendo sincera vicinanza e sostegno alle donne vittime della violenza seriale esercitata da Bianchini, credo che giustizia sia stata fatta con una sentenza rigorosa e giusta. Delitti di questo genere sono assolutamente devastanti per le vittime che, nella severità della giustizia, trovano un parziale riparo contro le sofferenze patite. Il Comune, costituendosi parte civile in tali processi, intende ribadire la gravità umana e sociale di questi crimini e la volontà di non lasciare le donne sole nell’affrontare una battaglia così dolorosa.

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