Australia: rivoluzione nel salary cup, la rugby league rivuole i suoi campioni

Se passasse la proposta, allora la carriera di Israel Folau con la maglia dei Wallabies potrebbe concludersi già quest’anno.

Il nome che fa gola è quello di Israel Folau, la devastante ala dei Wallabies, passato proprio pochi mesi fa dal rugby a XIII all’union. Una perdita importante per la rugby league, motivata dal ricco contratto offerto al giocatore dall’Aru, cui ora la National Rugby League cerca di mettere una pezza.

In Australia, infatti, i club di rugby league hanno un salary cap ben preciso, che impedisce loro di fare offerte folli, anche per i talenti più puri. E, così, alcuni dei nomi più famosi del rugby a tredici salutano e cambiano codice. In passato è successo con Sonny Bill Williams, ora è stato il turno di Israel Folau.

L’ala Wallabies ha impressionato nella serie contro i British & Irish Lions e in patria è già una leggenda. Il suo contratto con l’Aru, però, scade a dicembre e ora la NRL sta valutando di cambiare le “regole del gioco”. Insomma, ok il salary cap, ma potrebbe non valere per le stelle. Quelle che ti cambiano la partita, certo, ma soprattutto quelle che ti riempiono gli stadi e ti fanno vendere tanto, tantissimo, merchandising.

Insomma, per loro uno strappo alla regola vale eccome. E, così, i dirigenti del campionato di rugby league più importante al mondo stanno valutando di permettere ai club dei contratti che esulino dal tetto salariale. Così Israel Folau potrebbe tornare “a casa”, magari con 1 milione di dollari australiani (700mila euro) a stagione.

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