Financial Times: il dopo-Berlusconi è già cominciato. I ministri si preparano per un futuro tutt’altro che lontano

Se la fonte non fosse l’autorevole Financial Times forse ci faremmo una grassa risata, ma quando il quotidiano finanziario della City si muove citando fonti certe del governo (pur se anonime) si può star certi che qualcosa si stia davvero muovendo.Nello specifico FT parla di “alte fonti governative”. Ecco un primo stralcio dall’articolo Berlusconi whispers

di luca17


Se la fonte non fosse l’autorevole Financial Times forse ci faremmo una grassa risata, ma quando il quotidiano finanziario della City si muove citando fonti certe del governo (pur se anonime) si può star certi che qualcosa si stia davvero muovendo.

Nello specifico FT parla di “alte fonti governative”. Ecco un primo stralcio dall’articolo Berlusconi whispers grow louder (le voci su Berlusconi si fanno più insistenti):

“Fedeli sostenitori di Silvio Berlusconi negano che si sarà un “fuggi fuggi” (in italiano nel testo originale) come conseguenza degli scandali che circondano la sua vita privata, ma importanti alleati nella coalizione di centro destra italiana stanno già contemplando un futuro politico senza il loro leader”

Costoro, che hanno chiesto la garanzia dell’anonimato, non vedrebbero possibili le dimissioni del Premier – almeno a breve – ma si starebbero preparando nel caso che un’offensiva della Magistratura ve lo costringesse. Il sogno di Berlusconi di diventare Presidente dopo lo scandalo D’Addario sarebbe definitivamente naufragato e questi sarebbe ormai “un uomo isolato, con nessuno che si azzarda a dargli consigli”.

Ma chi sono i papaveri del Pdl che si stanno svincolando? Di sicuro sappiamo chi rimarrà fedele fino alla fine (politica) del Cavaliere. Tra questi vi sono sicuramente Maurizio Sacconi (Lavoro), Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Franco Frattini (Esteri); più quasi tutte le donne. In particolare Mara Carfagna (Pari Opportunità) Mariastella Gelmini (Istruzione) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente).

Mistero fitto sulle gole profonde, anche se FT fa riferimento – non senza malizia – al fatto che Tremonti si salverebbe comunque per il suo stretto legame con la Lega Nord, mentre Gianni Letta starebbe già di fatto sostituendo Berlusconi in molte delle sue funzioni di Primo Ministro.

Difficile identificare quest’ultimo come un carbonaro, ma i ministri più popolari come Brunetta e il gruppo leghista che faranno? A domani per un approfondimento dello scenario.