Ore 12 – Il Pd (ri)parte male. D’Alema: “Pessimo inizio”

Massimo D’Alema ha preso al volo il guanto di sfida lanciato dal neo candidato alla segreteria Dario Franceschini e ha sparato il primo colpo: “E’ un pessimo inizio”. Così parte (male) il congresso del Partito democratico. Dunque Franceschini scende in campo per riproporre una nuova stagione veltroniana e per non “ridare il partito a quelli

Massimo D’Alema ha preso al volo il guanto di sfida lanciato dal neo candidato alla segreteria Dario Franceschini e ha sparato il primo colpo: “E’ un pessimo inizio”.

Così parte (male) il congresso del Partito democratico.

Dunque Franceschini scende in campo per riproporre una nuova stagione veltroniana e per non “ridare il partito a quelli di prima”, dimenticandosi che a guidare il Pd, nel suo travagliato percorso e nei suoi ripetuti insuccessi, sono stati proprio lui e Veltroni.

Insomma, è già resa dei conti.

La “giovane” Serracchiani, spinta dai suoi fans addirittura a candidarsi alla guida del partito, non è da meno: “Bisogna mandare a casa qualcuno”.

Ma lo scaltro D’Alema, per molti il primo degli “elefanti” da “abbattere”, non si scompone e rilancia: “L’innovazione tocca a noi. Dobbiamo cambiare il gruppo dirigente che guida il Pd da due anni”.

Chiaro? L’ex premier è per il ricambio, ma tagliando le “ali” agli ultimi timonieri del Pd, cioè Veltroni e Franceschini e ai rispettivi amici e compagni.

Presto si vedrà la differenza tra il rinnovamento annunciato e quello realizzato.

E’ già scontro sui regolamenti: Franceschini vuole fare prima il congresso, poi le primarie. Come dire, al congresso può vincere Bersani (D’Alema) ma poi nei gazebo c’è la rivincita di Franceschini e la sua elezione a furor di popolo. Un percorso “democratico” o un suicidio annunciato?

Insomma, si parte con polemiche retrospettive e non con piattaforme propositive. Nessuno pare interessato, per ora, alle proposte programmatiche, a come ridefinire identità, struttura, alleanze del partito, come rilanciare il disegno riformista e fronteggiare l’offensiva della destra.

Forse si spera che Berlusconi frigga fino in fondo nel “grasso” delle proprie disavventure personali. Più realisti del re o solo illusi?