Perugia: «l’ex fidanzato di Julia diede le chiavi del portone al padre»

All’interrogatorio di garanzia davanti al gip sono presenti i legali dei Menenti e il sostituto procuratore Antonella Duchini. I contenuti dell’ordinanza di custodia cautelare.

di remar

Interrogatorio in carcere stamattina per Riccardo e Valerio Menenti, padre e figlio, arrestati ieri per l’omicidio del 24enne Alessandro Polizzi e il tentato omicidio della fidanzata, la notte del 26 marzo scorso a Perugia, nella loro abitazione. Dopo l’arresto i due sono stati associati nel carcere di Capanne. Per gli inquirenti Valerio Menenti sarebbe il killer, suo figlio – che quella notte era in ospedale a seguito di una lite avuta qualche giorno prima con Polizzi – il mandante.

Un delitto compiuto per vendetta. Valerio Menenti era l’ex fidanzato di Julia Tosti, e più volte lui e Polizzi sarebbero venuti alle mani, litigando violentemente. Finora padre e figlio hanno sempre urlato la loro innocenza ma nell’ordinanza di custodia cautelare a loro carico il gip scrive che Valerio Menenti non avrebbe mai consegnato a Julia le chiavi del portone della palazzina in cui la ragazza era andata poi a convivere con Polizzi, ma solo quella dell’appartamento, di proprietà di Julia. Nella casa in cui si è consumato il delitto infatti prima di lasciarsi vivevano insieme Julia e Valerio, che aveva quindi le chiavi della porta e del portone. Secondo il gip le chiavi del portone sarebbero state consegnate da Valerio al padre che le avrebbe utilizzate per entrare nello stabile e compiere poi la sua missione di morte. Per il gip:

è significativo che l’assassino è entrato dal portone dello stabile senza forzare la serratura, a differenza di quanto ha dovuto fare con la porta di ingresso dell’abitazione di Julia Tosti, letteralmente sfondata.

Inoltre:

l’assassino ha dimostrato di conoscere bene lo stato dei luoghi, perché una volta sfondata la porta di ingresso, pur trovandosi nel buio, si è immediatamente diretto alla camera da letto: queste informazioni furono fornite all’assassino solo da qualcuno che conosceva bene la casa, come proprio Valerio Menenti, che vi aveva vissuto per un lungo periodo.

Il movente secondo il Gip è da ricercare nel fatto che Valerio Menenti sia:

stato vittima di tre gravi e violenti pestaggi da parte di Polizzi, finendo per due volte in ospedale con gravi fratture al volto. La volontà di Menenti di far pagare con la vita le aggressioni subite fu manifestata dopo la terza e violentissima aggressione del 23 marzo 2013.

Julia Tosti ha raccontato che dopo uno di questi presunti pestaggi Menenti avrebbe minacciato di morte Polizzi, avvertendolo che:

se fosse successo un’altra volta lo avrebbe ammazzato e senza sporcarsi le mani.

Il giudice commenta la testimonianza, agli atti dell’inchiesta, dicendo che Valerio Menenti:

ha proprio preannunciato quello che poi sarebbe successo.

All’interrogatorio di garanzia davanti al gip sono presenti i legali dei Menenti, Luca Patalini e Alessia Papi, e il sostituto procuratore di Perugia Antonella Duchini.

Foto © Getty Images

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