La caduta dei Gambino. Un’operazione antimafia rompe il nuovo patto criminale tra Stati Uniti e Sicilia

Giovedì le autorità newyorkesi hanno arrestato decine di persone in una travolgente operazione antimafia volta a chiudere il conto con la famiglia Gambino. Sono stati notificati mandati di cattura a 62 persone, tra cui tre membri ai vertici del clan Gambino e il fratello e nipote del defunto John Gotti, il famigerato boss che guidò

Giovedì le autorità newyorkesi hanno arrestato decine di persone in una travolgente operazione antimafia volta a chiudere il conto con la famiglia Gambino. Sono stati notificati mandati di cattura a 62 persone, tra cui tre membri ai vertici del clan Gambino e il fratello e nipote del defunto John Gotti, il famigerato boss che guidò la famiglia nei suoi giorni d’oro. Parallelamente, si sono registrati altri 26 imputati connessi a un giro di scommesse illegali da quasi 10 milioni di dollari.

Il raid a New York è stato eseguito contemporaneamente a un’operazione a Palermo, nome in codice “Old Bridge”, che ha visto colpire gli esponenti della famiglia Lo Piccolo, intenzionati a rafforzare i loro contatti oltreoceano. Anche se tecnicamente non connesse, le due azioni segnano un tentativo comune di impedire legami siciliani con la famiglia Gambino, decimata da numerose azioni giudiziarie dopo la caduta di Gotti. Adesso, la cattura di numerosi esponenti ancora in libertà porterà “alla chiusura di crimini del passato” ha dichiarato il procuratore Benton Campbell. Tra questi l’uccisione di un funzionario di corte, il traffico di droga, rapine, estorsioni e altri crimini risalenti al 1970.

Finito in manette, anche il supposto boss attuale della famiglia Gambino, John “Jackie The Nose” D’Amico, e Joseph Corozzo, altro elemento di spicco. Quest’ultimo si è detto estraneo al traffico di cocaina di cui viene accusato. “Non è mai stato coinvolto nella droga”, ha affermato il suo avvocato (che è anche suo figlio), Joseph Jr Corozzo. Tra le 29 persone arrestate o ricercate in Italia ci sono invece vari membri del clan legato a Salvatore Lo Piccolo. Il procuratore di Palermo Francesco Messineo si è detto molto soddisfatto. “Abbiamo tagliato un pericoloso contesto, che sarebbe stato la base per nuovi traffici illegali” ha dichiarato. Quando era stato arrestato Lo Piccolo, gli investigatori avevano evidenziato come stesse cercando di diventare il nuovo “boss dei boss” di Cosa Nostra, ricucendo i rapporti con i Gambino e gli Inzerillo interrotti a seguito della guerra interna che in Sicilia aveva portato all’ascesa dei Corleonesi.

Le accuse adesso mosse ai Gambino vanno dal traffico di stupefacenti all’estorsione, senza contare gli omicidi di sette persone, tre delle quali non criminali. Il gran giurì federale ha accusato Charles Carneglia, un rinomato “soldato”della famiglia, del coinvolgimento in cinque uccisioni in oltre tre decenni, tra cui quella di Albert Gelb, un funzionario del tribunale statale ucciso nel 1976. Carneglia è in carcere senza possibilità di uscire su cauzione. I Procuratori hanno a lungo sostenuto che Gelb è stato assassinato per ritorsione per aver arrestato Carneglia fuori servizio, dopo averlo notato in un ristorante con una pistola. Tutti i precedenti tentativi di perseguire i collaboratori dei Gambino per l’assassinio si erano conclusi senza risultati. Molte delle accuse si riferiscono anche alle attività di un business del cemento a Staten Island, il cui proprietario è stato identificato solo come “John Doe n. 4”. I procuratori sostengono che i mafiosi abbiano estorto al proprietario denaro e posti di lavoro, e abbiano interferito con l’attività di diversi suoi affari, tra cui la proposta di costruzione di una pista NASCAR a Staten Island. Il progetto è stato abbandonato prima che la pista potesse essere costruita.

Con questa mega operazione si è evidenziata l’ancora forte presenza della mafia a New York. I procuratore generale Andrew Cuomo ha affermato: “Ci piace pensare sia una vestigia del passato. Ma non lo è”. Di certo però si è segnata una grande vittoria nella lotta alle Famiglie.

Fonte: The Associated Press

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