Berlusconi “brinda”, grazie Franceschini …

Solamente in Italia, almeno in modo così spudorato, i politici dicono una cosa e ne fanno un’altra, promettono solennemente di non ricandidarsi o addirittura di ritirarsi e invece si ricandidano e non si schiodano dalla poltrona o dallo strapuntino. Dario Franceschini, è l’ultimo (in ordine di apparizione), ma altri lo hanno preceduto (ricordate Cofferati?) e

Solamente in Italia, almeno in modo così spudorato, i politici dicono una cosa e ne fanno un’altra, promettono solennemente di non ricandidarsi o addirittura di ritirarsi e invece si ricandidano e non si schiodano dalla poltrona o dallo strapuntino.

Dario Franceschini, è l’ultimo (in ordine di apparizione), ma altri lo hanno preceduto (ricordate Cofferati?) e altri seguiranno.

L’ex traghettatore, l’ex segretario ad interim, l’ex di tante altre cose, scende in campo, dunque, e si candida alla segreteria del Pd.

Decisione “saggia” e “opportuna”, presa sull’onda dei … “grandi trionfi” dell’election day, dei ballottaggi e del referendum. Basterebbe una sola parola: “vergogna”!

Sul “non trionfo” di Berlusconi, Franceschini e il Pdl non c’entrano niente. Il Cavaliere ha fatto tutto da solo.

Non un voto perso dal Pdl è stato conquistato grazie a Franceschini e alla politica del Pd: partito che non è stato cancellato, la cui tenuta, però, ha il segno di una residualità più che di una rimonta.

La proposta politica e il potere di Berlusconi non sono stati assolutamente intaccati dal Pd e dall’opposizione.

Allora? Il Cavaliere sta passando un gran brutto momento, ma questa è una notizia che può rincuorarlo. Quasi da farci un brindisi.

Forse anche Massimo D’Alema stapperà la bottiglia.

Non è vero che il Pd si democristianizza. Il Pd si squaglia: dei due partiti fondativi (Ds e Margherita) ne è scomparso uno, in termini elettorali e di quadri dirigenti: peggio dello tsunami!

Nel Pd si affilano le lame. Parte la notte dei lunghi coltelli. Sarà una notte lunga. Se ne sentiva proprio la … mancanza. La farsa sarà guidata dai due rivali di sempre, D’Alema e Veltroni. Lunga vita al Pd.

Forse veramente Berlusconi, con questi, diventa immortale.