Famiglia, economia e welfare nella prolusione del cardinal Bagnasco

Nella sua prolusione al Consiglio Permanente della CEI il cardinal Bagnasco insiste sulla centralità del ruolo della famiglia

di robo

Con la prolusione del cardinal Bagnasco si sono aperti i lavori del Consiglio Episcopale Permanente che, oltre ad approfondire alcuni aspetti pastorali propri della chiesa cattolica in Italia, guarda ad altri aspetti della vita politica, come, per esempio gli “ultimi sviluppi della legislazione italiana in materia di IMU ed Enti ecclesiastici” nonché le “prospettive di evoluzione anche in riferimento alla dimensione europea”.

Nella sua prolusione il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha affrontato temi relativi anche alla vita politica del paese. Vediamone alcuni.

Economia, welfare e meridione

Il papa con alcuni cardinaliIl cardinal Bagnasco mette subito le mani avanti, dicendo che sa che solo alcune sue parole saranno riprese dall’opinione pubblica, e precisa:

E se anche stasera o domani, nell’opinione pubblica echeggeranno solo alcune delle nostre parole, e non precisamente queste – forse perché ritenute ovvie, di maniera, persino scontate –, si sappia però che è questo, è Gesù Cristo che noi vogliamo porgere, il Suo nome far risuonare. Non è vero che a noi interessa far politica, noi vogliamo dire Gesù.

Dopo uno sguardo alla realtà mondiale, Bagnasco si sofferma sulla situazione italiana, con uno sguardo particolare all’economia:

Ma c’è un’altra emergenza che il Natale, con il suo realismo crudo e implacabile, ha messo sotto gli occhi di chi vuol vedere: la condizione di indigenza che si va obiettivamente allargando, e sta intaccando segmenti di società in cui prima era sostanzialmente marginale. I dati vengono monitorati da varie agenzie, le quali oggi convergono nell’assegnare uno spessore crescente al fenomeno. A nessuno deve far comodo esagerare in termini catastrofici, ma occorre però che il Paese non esorcizzi la realtà. Gli schemi sociali classici sono saltati e non si ripristineranno automaticamente. Scongiurato il baratro, è il momento decisivo e irrimandabile del rilancio.

Dopo aver parlato del problema della disoccupazione, il presidente dei vescovi italiani si è soffermato sul welfare e sul meridione. Sul welfare ha affermato:

Una parola, in questo contesto del welfare, vorremmo dirla a proposito della sanità: da una parte per condannare gli imbrogli, i maneggi, le astuzie che si consumano in un settore ad altissima vocazione altruistica, dall’altra per prendere le distanze da logiche irrazionalmente pretenziose e talora esclusivamente campanilistiche. Dobbiamo allargare lo sguardo. Chiediamo tuttavia che la politica dei tagli sia compensata e guidata dal criterio che al centro vi sia sempre la persona del paziente: quale che sia la sua età e condizione, va prioritariamente salvaguardata. Per questo ci sono specialità, competenze e ricerche che vanno strategicamente preservate. Non ci devono essere privilegi, ma neppure visioni ristrette o punitive.

Per quel che riguarda il meridione, invece, ha invocato l’educazione e promozione umana che è inseparabile dall’evangelizzazione:

Un’altra parola, molto convinta, intendiamo riservarla alle popolazioni del Meridione, non da oggi vessate dalla malavita, i cui tentacoli ormai si allargano all’intero Paese. Dobbiamo vigilare, resistere, incoraggiare, denunciare, bonificare e recuperare: tutto in una chiave di educazione e promozione umana che è inseparabile dall’evangelizzazione.

Le elezioni

Il cardinal Bagnasco affronta anche il tema elettorale, partendo da una domanda:

Il prossimo vaglio elettorale ci renderà più o meno poveri? Ecco un modo, a nostro avviso non banale, per affrontare le scadenze all’orizzonte. Va da sé che qui stiamo parlando di indigenza o di benessere secondo il prevalente profilo antropologico.

Il Porporato invita i cattolici a non essere delusi e a partecipare al voto:

Non bisogna cedere alla delusione, tanto meno alla ritorsione: non sarebbe saggio e, soprattutto, sarebbe dannoso per la democrazia. Partecipare è dovere irrevocabile, specie se si pretende di inserire questa prossima scelta in un quadro più maturo che coinvolga nei debiti modi l’intera vita civile.

Pur riconoscendo che il voto deve essere espresso in maniera libera, Bagnasco sottolinea quanto sia importante la salvaguardia della famiglia e chiosa:

Si parla ovunque di biopolitica e di biodiritto; perché non concepire anche l’economia come bioeconomia? Linee di compromesso, o peggio di baratto tra economia ed etica della vita, a scapito della seconda, sarebbero gravi. Senza il primato antropologico non solo la finanza e l’economia sarebbero oppressive perché ridurrebbero la persona in termini di costi e ricavi, ma anche lo stato sociale nascerebbe su basi anguste e riduttive.

Naturalmente il cardinale ribadisce che il matrimonio è solo tra uomo e donna e ribadisce che ogni bambino ha bisogno di un padre e di una madre, criticando così la recente sentenza della Corte di Cassazione sulle adozioni gay.

La CEI e il calo demografico in Italia

Nei giorni scorsi sempre il cardinal Bagnasco si era augurato che, in questa campagna elettorale si prestasse maggiore attenzione al tema della famiglia. A partire da questo auspicio, Centimetri ha realizzato un’infografica che fotografa il calo demografico in Italia.

La demografia italiana (infografica Centimetri)

Foto | Getty
Infografica | Centimetri