Ore 12 – Berlusconi s’arrampica sugli specchi. “Difeso” da Emanuele Filiberto, “abbandonato” dai vescovi

Poche settimane addietro (quasi) tutti avrebbero giurato sulla durata completa di questa legislatura e poi sul passaggio di Berlusconi da Palazzo Chigi al Colle. Oggi (quasi) tutti sono convinti del contrario: che per il Cavaliere il Quirinale è “chiuso” e che premier e governo sono oramai “a tempo”. E’ proprio così? Sulla questione del dopo

Poche settimane addietro (quasi) tutti avrebbero giurato sulla durata completa di questa legislatura e poi sul passaggio di Berlusconi da Palazzo Chigi al Colle.

Oggi (quasi) tutti sono convinti del contrario: che per il Cavaliere il Quirinale è “chiuso” e che premier e governo sono oramai “a tempo”. E’ proprio così?

Sulla questione del dopo Napolitano, lo stesso Berlusconi sembra avere messo il cuore in pace. Sulla tenuta del governo un fatto è certo: l’esecutivo gira a vuoto, “frenato” dalle questioni/scandali personali del premier.

C’è una forte erosione e una forte caduta dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi.

Questo fatto, unito alla perdita di credibilità rispetto alla capacità “di governo” del Cavaliere e alla cultura del “fare”, sta spingendo il “berlusconismo”, se non proprio all’immediato crack, verso la decadenza e forse alla fine.

Il referendum ha sepolto il bipartitismo Made in Italy, un duro colpo ai sogni “egemonici” del “partitone” personale del Cavaliere.

Il ballottaggio dimostra che, pur guadagnando comuni e province, non c’è più un’avanzata travolgente del centrodestra e che il Pd, con la melma fino al collo (anche perché si profila un congresso chiuso in uno scontro tra persone e in una alternativa di semplice organigramma), però non è stato liquidato.

Le conseguenze saranno pesanti: con la Lega di Bossi a dettare le condizioni al Pdl e sempre più “padrona” del governo (non è solo una questione di poltrone, ma di scelte politiche: che dirà Fini? ), e con la nascita del nuovo partito di Centro, in cerca di voti fra i tanti scontenti del Pdl e del Pd.

Il Cavaliere incassa il conforto di … Emanuele Filiberto “Silvio, non badare al gossip, vai avanti!”. Ma subisce il durissimo affondo di Famiglia Cristiana: “Superata ogni decenza. La Chiesa non può ignorare l’emergenza morale”, spingendo i cattolici ad abbandonare Berlusconi e a guardarsi intorno.

Per adesso, a dominare sono la delusione e la confusione. Non è detto che non si passi al caos.

In quel caso il destino di questo premier e di questo governo sarebbero irrimediabilmente scontati.