Foto: Berlusconi su Chi, la vendetta del gossip ad uso politico e l’uso privato della Rai

“Adesso parlo io”. Proprio come a Porta a Porta, e proprio come se dal 1994 ad oggi la sua voce, la voce di Silvio Berlusconi fosse stata oscurata dai cattivoni comunisti. Il consueto vittimismo complottardo-arcoriano torna a far bella mostra di sè sulla fanzine delle Libertà, la Pravda di Segrate aleph del gossip ad uso



“Adesso parlo io”. Proprio come a Porta a Porta, e proprio come se dal 1994 ad oggi la sua voce, la voce di Silvio Berlusconi fosse stata oscurata dai cattivoni comunisti. Il consueto vittimismo complottardo-arcoriano torna a far bella mostra di sè sulla fanzine delle Libertà, la Pravda di Segrate aleph del gossip ad uso politico di cui scriviamo da settimane, diretta da Alfonso Signorini che accorda all’attuale premier qualche pagina di difesa d’ufficio.

Ovviamente le prime. Poi c’è Valeria Marini, che con il presidente visagista ha in comune oltre al trucco facciale, anche l’estensore dell’articolo – Gabriele Parpiglia, c’era lui dietro il surrealismo involontario di Noemi Letizia pubblicato su settimanale Mondadori, “Rivoglio la mia vita”.

Il tono è il consueto, agiografico, le foto sono diverse, ma sono al tempo stesso le solite. Innaturali, plastificate, domina il buongusto brianzolo che è il medesimo del vulcano finto di Villa Certosa. Un piccolo appunto alla distribuzione: questo numero di Chi viene distribuito con allegati Panorama e Grazia, dietro ci saranno solo questioni di costi, ma l’effetto indiretto è un altro. Chi, non è gossip e chiacchiericcio che non vale la pena di seguire, come direbbe Minzolinho. Prosegue tutto dopo il salto.

La fanzine delle Libertà: Silvio Berlusconi su Chi
La fanzine delle Libertà: Silvio Berlusconi su Chi
La fanzine delle Libertà: Silvio Berlusconi su Chi
La fanzine delle Libertà: Silvio Berlusconi su Chi
La fanzine delle Libertà: Silvio Berlusconi su Chi
La fanzine delle Libertà: Silvio Berlusconi su Chi
La fanzine delle Libertà: Silvio Berlusconi su Chi

Ha la stessa dignità di un settimanale come Panorama: o almeno così vorremmo farvi credere. Decidete da voi se ce l’abbia o meno. Ma per il pubblico che lo legge, il meccanismo che parte è quello: e di solito, il lettore di Chi, non è il tipo che si pone molte domande su come funzionino queste futili questioncine editoriali.

L’intervista – fatta per difendersi da quelli che lui definisce gossip, su un giornale di gossip, la logica è la consueta: da doppio legame – di Signorini, spalanca il campo a SB, che elargisce una perla dopo l’altra (senza toccare minimamente i punti delle dieci domande di Repubblica) o i risvolti più recenti che lo vedono attorniato da escort e ruffiani assortiti. In certi punti il suo cospicuo ego esonda dalle pagine patinate come ha già fatto con i confini del nostro Paese, per esempio nello strillo a fianco della foto in cui stringe la mano con Obama. “Silvio, aiutami” come titolò Libero.

“Io e Obama? Stessa cultura del fare”. Certo. Ma non è tanto questo, è tra le righe, come nei peggiori contratti – con gli italiani… – che si trovano le vere delizie. Come, riguardo alla vicenda Fiorello – Sky, un punto che mette chiaramente in evidenza come per SB Mediaset e Rai siano la stessa cosa. Una proprietà privata da gestire a piacimento (“Alla Rai? Non sposterò nemmeno una pianta“)

AS – Ritornando a Palazzo Grazioli, lei ci ha incontrato anche Fiorello, che qualche giorno fa, ribadendo con forza “mai più a Mediaset”, ha descritto così il vostro incontro. “Avevo davanti a me il Pres. del Cons. che si occupava di me, un guitto, un saltimbanco, e che mi diceva “La tua strada è senza ritorno”. Me la sono data a gambe. Lei che ne pensa?
SB – Fiorello si è semplicemente dimenticato di avere dichiarato, dopo l’incontro con me, che io gli avevo chiesto di rimanere dov’era, cioè al servizio pubblico, in Rai.

Ovvero, un posteggio o poco più per le attrici e le escort che nega di pagare – “Non ho mai pagato una donna” v. strillo nella gallery – ma di cui certo ricorderete si parlava nelle intercettazioni con Agostino Saccà, e anche in un nostro vecchio gioco sfida. L’immagine più impressionante, quella che buca, quella che mostra che mondo avrem(m)o davanti se le cose fossero andate in maniera leggermente diversa da quella che è la realtà, è quella di pag 19. C’è la famiglia, non al completo – Veronica Lario, ovviamente caduta in disgrazia, è totalmente svanita dalle pagine di Chi che invece ne erano colme solo poche settimane fa. “Dimenticatela”. Ecco che cosa si legge, per quella strana regoletta percui capisci di più dalle persone da quello che non dicono, rispetto a quello che dicono.

Malgrado la fisiognomica lombrosiana, sia stata dichiarata ciarlataneria da oltre un secolo, c’è da chiedersi se non ci fosse qualcosa di sensato in quelle assurde teorie. Date un’occhiata a quelle foto. Parlano. Ma fate un confronto, anche tra le stesse immagini di leader politici fotografati con la famiglia. Non sono così: loro sembrano fatti di un’altra materia, una materia che non si genera con photoshop – osservate l’attaccatura dei capelli di SB in copertina, eccezionale… – che forse è fatta di quei sogni con cui ha convinto qualche milione di italiani che è ok essere lui.

Intanto, come segnalato da Giulio nella rassegna della stampa estera, solo una parte del nostro Paese, continua a far finta di niente. Per il resto del pianeta siamo una barzelletta. E secondo voi?

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