Referendum: in difesa (ma anche contro) il quorum. Sondaggio

Dopo il fallimento dell’ennesimo referendum come al solito si sono scatenate polemiche e proposte di emendamento di un’istituzione tra le più logore del nostro ordinamento. Nessuna consultazione ha più raggiunto il quorum da un quindicennio (l’ultima volta avvenne per il quesito sulla raccolta della pubblicità televisiva) e questo è un fatto.Mentre il referendario professionista Mariotto

di luca17

Dopo il fallimento dell’ennesimo referendum come al solito si sono scatenate polemiche e proposte di emendamento di un’istituzione tra le più logore del nostro ordinamento. Nessuna consultazione ha più raggiunto il quorum da un quindicennio (l’ultima volta avvenne per il quesito sulla raccolta della pubblicità televisiva) e questo è un fatto.

Mentre il referendario professionista Mariotto Segni con sprezzo della realtà annuncia un’altra raccolta di firme (il che significa un altro, ennesimo sperpero inutile di denaro pubblico) registriamo anche la presa di posizione, ieri, del Ministro Maroni. La proposta – non nuova per la verità – sarebbe di aumentare considerevolmente il numero delle firme necessarie, abolendo contestualmente la necessità del quorum.

Proprio questo ci porta alla domanda che vogliamo porre a noi stessi e a voi lettori: il tanto bistrattato quorum ha veramente un senso o è stato solo un capriccio dei legislatori? Il quesito sarà oggetto del polis-referendum (o sondaggio) che troverete in fondo al pezzo. Prima però cercheremo di analizzare le ragioni degli uni e degli altri.

I difensori del quorum – e chi scrive appartiene a questa categoria – sostengono che il referendum, in quanto popolare, debba esserlo anche negli animi del popolo stesso. Il che significa che devo sentire la questione come mia, e ciò da solo mi spingerà ad andare a votare, non il mio partito di riferimento o chi per esso. I referendum vanno istituiti solo su questioni davvero importanti e popolari, come lo furono il divorzio e l’aborto. Questi temi appartenevano alla coscienza collettiva e se venissero riproposti mille volte, mille volte otterrebbero il quorum di larghissima misura.

Chi attacca il quorum sostiene invece che ogni scelta vada decisa solo da chi ha avuto la voglia e il tempo di recarsi alle urne. Se anche fossero pochi, sarebbero comunque i più interessati, e quindi è giusto che decidano per tutti. È un po’ lo spirito dell’assemblea condominiale in cui gli assenti hanno sempre torto, e alla fine non potranno lamentarsi se il bell’albero che decorava il giardino è stato tagliato, o l’antenna condominiale è stata orientata in un’altra maniera e non vedranno più i loro canali preferiti.

A voi l’ardua decisione.

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