Milano: professore di storia molesta le alunne su Facebook

Che i social network fossero un “territorio di caccia” per molti è un dato di fatto. Sono innumerevoli gli utenti che navigano tra le foto degli utenti alla ricerca di possibili prede. In alcuni casi poi proseguono le molestie anche nella vita reale. Ma nel caso milanese le cose sono andate al contrario.Davanti alla preside

Che i social network fossero un “territorio di caccia” per molti è un dato di fatto. Sono innumerevoli gli utenti che navigano tra le foto degli utenti alla ricerca di possibili prede. In alcuni casi poi proseguono le molestie anche nella vita reale. Ma nel caso milanese le cose sono andate al contrario.

Davanti alla preside esterrefatta di una scuola alberghiera di Milano si sono presentate, con tanto di documentazione, le studentesse di una prima classe per denunciare le avances di un docente di 40 anni supplente di storia.

L’uomo, stando al racconto delle studentesse, adottava dei metodi educativi a dir poco discutibili come i voti scritti a matita per far intendere che si potevano cambiare e in generale un atteggiamento che nulla aveva di professionale: sguardi morbosi e battute del tipo “E’ primavera, capita che io mi ecciti”.

Le ragazze non solo subivano questo clima in classe ma anche su Facebook dove l’uomo aveva chiesto l’amicizia alle sole alunne escludendo i ragazzi della classe. Subito dopo aveva iniziato un corteggiamento pressante nei confronti di una di loro (di 18 anni) alla quale prima aveva rivolto dei complimenti come “Sono bellissime le tue foto” oppure “Sei davvero speciale” poi degli inviti veri e propri (“Possiamo vederci, sabato sera, ma non per parlare di storia, per parlare di noi due”).

La situazione imbarazzante degenera nel momento in cui l’insegnante insiste fino a ventilare alla ragazza l’opportunità di uno “scambio” tra la loro uscita ed un voto in classe.

Per non far apparire la conversazione sulla bacheca (che sarebbe stata visibile a tutti) l’uomo manda queste proposte alla studentessa come messaggi privati che però non restano tali. La ragazza infatti inoltra i messaggi ai compagni di classe che seguono le molestie dell’uomo e poi decidono di portare il caso alla preside la quale, davanti alle prove, chiama immediatamente la Procura.

Adesso l’uomo dovrà rispondere dei reati di abuso d’ufficio, abuso di mezzi di correzione e violenza privata. Prima però si è sentito in dovere di accusare le studentesse che, secondo lui, si erano comportate da vigliacche denunciando tutto.