Clan dei Casalesi: in manette 9 membri della famiglia di Francesco “Sandokan” Schiavone

Nuovo blitz anticamorra nei confronti del clan dei Casalesi, a meno di cinque giorni dall’ultima ondata di arresti che aveva coinvolto membri ed affiliati del clan camorrista operante nel Casertano.Questa volta a finire in manette sono stati 9 membri della famiglia Schiavone, capeggiata da Francesco “Sandokan”, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus e attulamente detenuto in


Nuovo blitz anticamorra nei confronti del clan dei Casalesi, a meno di cinque giorni dall’ultima ondata di arresti che aveva coinvolto membri ed affiliati del clan camorrista operante nel Casertano.

Questa volta a finire in manette sono stati 9 membri della famiglia Schiavone, capeggiata da Francesco “Sandokan”, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus e attulamente detenuto in regime di 41 bis.

A dare un nuovo impulso alle indagini è stato l’omicidio di Laiso Crescenzo, considerato affiliato al clan Schiavone, ucciso in un agguato lo scorso 20 aprile a Villa di Briano.

Come si disse in quell’occasione:

Tra le varie ipotesi al vaglio degli investigatori, quella che Laiso possa essere stato ucciso per uno sgarro all’interno della fazione dei Casalesi facente capo alla famiglia Schiavone, ma non è da escludere che l’omicidio possa segnare l’avvio di una lotta tra gruppi emergenti della criminalità organizzata dell’agro aversano, decimata negli ultimi tempi da arresti di capi e gregari.

Ed ora pare che gli investigatori abbiano fatto chiarezza su quell’omicidio: Laiso sarebbe stato ucciso per uno sgarro, “perché non avrebbe consegnato ai capiclan i proventi delle estorsioni raccolte negli ultimi mesi“.

Proprio mentre si indagava su questo decesso, gli inquirenti sono stati in grado di accertare le responsabilità dei 9 arrestati (un decimo, Francesco Salzano, è riuscito a fuggire alle manette), accusati a vario titolo di associazione di stampo camorristico, estorsione aggravata, concorso in tentato omicidio, detenzione e porto di armi.

Si legge su Giornale Radio Rai:

In carcere sono finiti anche le vittime dei due tentati omicidi, Pietro Falcone e Salvatore Orabona di Trentola Ducenta, entrambi entrati nel mirino del killer Giuseppe Setola del clan Bidognetti. Setola il 12 dicembre del 2008 aveva cercato di ucciderli a colpi di kalashnikov. Vittima innocente della sparatoria una donna affacciata al balcone.

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