Ore 12 – Le urne “vuote” sono il segno del “vuoto” del Paese

Una prima valutazione può essere tratta da questa tornata elettorale bis, ancora in corso. Si tratta di una lezione per la classe politica italiana, in particolar modo, per Premier e governo. Dopo le ore 14 di oggi si conosceranno i dati esatti, dell’affluenza, oltre che i risultati relativi ai ballottaggi e al referendum. La grande

Una prima valutazione può essere tratta da questa tornata elettorale bis, ancora in corso.

Si tratta di una lezione per la classe politica italiana, in particolar modo, per Premier e governo.

Dopo le ore 14 di oggi si conosceranno i dati esatti, dell’affluenza, oltre che i risultati relativi ai ballottaggi e al referendum.

La grande e sempre più profonda disaffezione degli elettori è frutto della delusione, dello smarrimento, della sfiducia verso le istituzioni e verso chi le guida. E’ un monito chiaro, un forte segnale di protesta verso tutti i partiti e tutti i leader, ritenuti inadeguati e incapaci ad affrontare la crisi e a rilanciare l’Italia.

Ma c’è di più. La bufera che ha investito (e investe) il Premier sulle cosiddette vicende “private”, oltre ad aver caratterizzato in negativo l’Italia, ha appannato l’immagine di Berlusconi, sta intaccando la compattezza e la credibilità del governo.

Ed è sconcertante che ancora nessuno ha detto se il Premier è ricattabile.

Il “popolo azzurro” è assente, il Pdl è sotto schok e i ministri tacciono. Pesa come un macigno lo “smarcamento” di Gianfranco Fini, che pur tenta di tenere un profilo istituzionale “alto”. Ed è vergognoso il “mutismo” del Tg1 e del Tg2 su queste penose e inquietanti vicende.

L’aria che si fiuta è quella che precede un fortunale. Il brontolio cupo dei tuoni e i lampi che squarciano il cielo non lasciano presagire nulla di buono. Per nessuno.

Compreso il Pd, in depressione e senza strategia, che tenta di salvarsi puntando sulle “disgrazie” del Premier.

Silvio Berlusconi dice di voler “tirare diritto” e rilancia un programma (con le riforme istituzionali) per il 2010 e allontanare così i sospetti di un Premier e di un esecutivo ripiegati su se stessi. Forse stavolta il Premier s’illude.

Sono attese nuove (e non piacevoli) sorprese. S’ode in lontananza un sinistro rintocco di campane a morto.

E l’Istat conferma il tracollo dell’industria. Si balla sul Titanic.

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