Ore 12 – Berlusconi vacilla. Pdl in tilt. L’Italia non è un sultanato

Silvio Berlusconi, si fanno forza i suoi fedelissimi, ha sette vite. Ma il Pdl è in preda al panico, per vicende “felliniane” che sanno di “fine impero”. La linea del Piave del “complotto” ordito da parti dell’opposizione e della magistratura e del “golpe internazionale” non regge. Il logoramento (psicologico e politico) del Premier cresce sotto

Silvio Berlusconi, si fanno forza i suoi fedelissimi, ha sette vite. Ma il Pdl è in preda al panico, per vicende “felliniane” che sanno di “fine impero”.

La linea del Piave del “complotto” ordito da parti dell’opposizione e della magistratura e del “golpe internazionale” non regge.

Il logoramento (psicologico e politico) del Premier cresce sotto i colpi di “quello che si sa”. Ma si teme il peggio per “quello che non si sa”.

La domanda è sempre una sola: il capo del governo italiano è un uomo libero o è sotto ricatto per “patti” non rispettati? Gli italiani devono sapere dal premier la verità.

Si teme un “25 luglio” che sfoci rovinosamente in una caricaturale “Repubblica di Salò” di cartapesta.

E’ la prima volta che la “fine” di Berlusconi viene considerata possibile (addirittura probabile) dall’interno del partitone del Cavaliere.

Nel Pdl crescono minacce, sospetti, silenzi. C’è già la gara a defilarsi, a riappropriarsi delle antiche etichette di provenienza, a rivendicare “autonomie” sbiadite o cancellate.

Sono in molti, nelle file del premier, a temere il peggio. E, fra questi, non pochi, specie fra gli ex Dc, si preparano al “fuggi fuggi”, avviano contatti a vari livelli, per cercare un’ancora di salvezza, approdare a nuove sponde.

Al di là delle dichiarazioni di facciata, anche la Lega di Bossi teme il patatrac. Fini annusa l’aria, ma è pronto a tutto. E il Governo non si sa più dov’è.

Il Paese, stretto nella morsa della crisi più dura dal dopoguerra, è oramai in balia di se stesso.

Il problema non è se Berlusconi ha la “forza” per reggere questa tempesta. Bensì se il Paese, in questo stato di fibrillazione permanente, regge.

I fatti verranno fuori. Tutti, presto, sapranno ciò che è successo.

Berlusconi ha solo due strade: o dice “volontariamente” la sua verità sugli episodi sui quali sta indagando la magistratura o se ne va da Palazzo Chigi.

Tirando ancora la corda, per il Cavaliere sarà la resa dei conti. Perché l’Italia non è un sultanato.