Monte dei Paschi di Siena: Mario Monti accusa il Pd

E per il dopo elezioni apre al Pdl, “ma senza Berlusconi”

di andreas

I due soggetti accusati di essere coinvolti – e di dovere risposte – sul caso Monte dei Paschi di Siena, Mario Monti e il Pd, iniziano a passarsi il cerino. Il primo sospettato di aver messo l’Imu per aiutare con soldi pubblici Mps a ripianare il suo buco. I secondi, colpevoli di essere strutturalmente parte della banca, che è controllata da una fondazione gestita a maggioranza relativa dagli amministratori pubblici. Che a Siena sono storicamente del Pd. A dare via al passaggio di mano del cerino acceso è Mario Monti, che nell’intervista a Radio Anch’io di questa mattina tira in mezzo il Partito Democratico.

Non voglio attaccare Bersani, ma il Pd c’entra nella questione Mps. Critico piuttosto la commistione fra banche e politica. Il Partito democratico è coinvolto in questa vicenda, perchè ha sempre avuto grande influenza sulla banca attraverso la sua fondazione e il rapporto storico con il territorio culturale e finanziario senese. Il fenomeno antico della commistione tra banche e politica è una brutta bestia che va sradicata

E Monti, ovviamente, poi passa alla difesa:

Il governo non ha responsabilità ma deve evitare che ci siano problemi nel sistema bancario italiano e assicurare il buon funzionamento delle autorità indipendenti. I soldi dell’Imu vanno al settore pubblico, ci vanno e ci restano. C’è una nuvola terroristica circa gli importi relativi alla questione su Mps diventati oggetti di corride politiche. Il governo, precisa il premier, “non ha fatto alcun regalo al Monte dei Paschi di Siena: si tratta di un prestito di 2 miliardi, con un interesse molto oneroso pari al 9 per cento, mentre i restanti 1,9 miliardi sono rimborsi dei precedenti Tremonti bond

In effetti l’accusa di aver messo l’Imu per salvare Mps non regge. Mentre è più difficile per il Pd difendersi, visto che la storia del “Pd che fa il Pd e le banche che fanno le banche” (come ha detto Bersani) non regge, soprattutto nel caso di una banca come Monte dei Paschi, che praticamente coincide con la città ed è legata a doppio filo con chi quella città l’amministra.

Ma Monti non si ferma alle accuse al Pd: per tirare ancora un po’ la corda dei rapporti con i democratici, il professore fa anche un’apertura abbastanza inaspettata al Pdl:

Il Pdl? Chissà, magari non sarà sempre guidato dall’on. Berlusconi e se così fosse si potrebbe benissimo immaginare una collaborazione con quella parte, una volta mondata e emendata dal tappo che impedisce le riforme

E poi torna ad attaccare la componente ‘massimalista’ della coalizione di centrosinistra, che rende impossibile un accordo:

Se le posizioni e il programma sono quelle che vengono espresse con piena legittimità dalle componenti più massimaliste non ci sarà proprio la possibilità di un lavoro comune.