Camorra, Sant’Antimo: sequestrati beni per 150 milioni a Pasquale Puca

Beni per 150 milioni di euro, riconducibili a Pasquale Puca, ritenuto a capo dell’omonimo clan di Sant’Antimo (Napoli), sono stati sequestrati questa mattina. Gli uomini della sezione misure di prevenzione patrimoniale della divisione anticrimine della questura, coadiuvati dai colleghi di Frattamaggiore, hanno messo i sigilli ad un patrimonio in beni mobili e immobili intestati a

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Beni per 150 milioni di euro, riconducibili a Pasquale Puca, ritenuto a capo dell’omonimo clan di Sant’Antimo (Napoli), sono stati sequestrati questa mattina.

Gli uomini della sezione misure di prevenzione patrimoniale della divisione anticrimine della questura, coadiuvati dai colleghi di Frattamaggiore, hanno messo i sigilli ad un patrimonio in beni mobili e immobili intestati a Puca e ai suoi familiari.

Tra i beni sequestrati, come riportato da Il Nolano, 65 appartamenti, 7 società specializzate nella costruzione e vendita immobiliare, un grosso punto scommesse Snai, un centro benessere, terreni e altro.

Puca, 43 anni, è soprannominato “o’ minorenne”. A febbraio del 2009 venne arrestato insieme ad altre due persone perché accusato dell’omicidio di Francesco Verde.

Da Il Corriere di Aversa e Giugliano:

Tre persone sono state arrestate per l’omicidio di Francesco Verde, detto ”O’ negus’, capo del omonimo clan che tuttora imperversa a Sant’Antimo. In carcere sono finiti: Pasquale Puca, detto ‘Pasqualino ‘o minorenne’, 44 anni, il nipote, Ferdinando Puca, 22 anni, e Vincenzo Marrazzo detto ‘Enzuccio l’elettrauto’, 44 anni. Verde fu ucciso a Casandrino il 28 dicembre del 2007.

La Direzione distrettuale Antimafia (…) ha precisato che gli indagati sono stati arrestati “senza l’apporto di alcun collaboratore di giustizia”. Nell’agguato fu ferito anche Mario Verde detto ”O’ tipografo’. L’omicidio sarebbe stata la risposta a quando accaduto un anno prima, sempre a Casandrino, dove i killer avevano tentato di uccidere Antonio Marrazzo, fratello minore di Vincenzo Marrazzo arrestato all’alba di oggi dei militari, e capo di un clan avverso a quello dei Verde.

Ha spiegato il coordinatore della Dda Roberti che “da un lato ha inciso l’esigenza di Vincenzo Marrazzo di vendicarsi per l’agguato ai danni del fratello, evidentemente ritenuto ascrivibile al clan di Francesco Verde, dall’altro l’esigenza del clan capeggiato da Pasquale Marrazzo di sbarazzarsi di un pericoloso concorrente per la gestione delle attività illecite nella zona di Sant’Antimo, Casandrino e Grumo Nevano”. Per compiere il delitto si erano alleati i Clan Puca e Marrazzo.

Pupia in occasione degli arresti scriveva:

Il clan di “’O Negus” (titolo nobiliare che veniva attribuito ai re dell’Etiopia e che gli fu affibbiato per la sua carnagione scura) negli anni ’90 si contrappose alle famiglie dei Puca e dei Ranucci, una faida che provocò diversi omicidi, rievocando quella che vide affrontarsi la Nco (Nuova Camorra Organizzata) di Cutolo e la Nuova Famiglia a cui i Verde erano affiliati. Coinvolto in numerose inchieste su omicidi e traffico di stupefacenti, nel 1993, grazie ad un permesso premio, ‘O Negus si diede alla latitanza. Due anni dopo fu catturato alla periferia di Napoli e verso la fine dell’agosto 2007 tornò in libertà.

Via | Metropolis Web

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