Ore 12 – Berlusconi (nel tunnel) insegue il proprio fantasma …

Se uno come Giuliano Ferrara scrive stamani sul Foglio che “la situazione si è fatta grave, e persino seria” significa che, stavolta, il Berlusconi premier rischia davvero grosso. L’elefantone Giuliano, “amico politico non servile di Silvio”, attacca innanzi tutto lo staff del capo del governo, a cominciare dall’avvocato Ghedini, che nell’espressione discolpatrice (“Berlusconi non è

Se uno come Giuliano Ferrara scrive stamani sul Foglio che “la situazione si è fatta grave, e persino seria” significa che, stavolta, il Berlusconi premier rischia davvero grosso.

L’elefantone Giuliano, “amico politico non servile di Silvio”, attacca innanzi tutto lo staff del capo del governo, a cominciare dall’avvocato Ghedini, che nell’espressione discolpatrice (“Berlusconi non è penalmente perseguibile perché solo “utilizzatore finale”)“dice una bestialità culturale e civile”.

Evidentemente, a mandare in tilt il premier e il suo entourage, non è (solo) Patrizia D’Addario, la ragazza che si è autodenunciata come “putain de la Republique ed du premier ministre”.

La pentola rischia di saltare e mandare tutto all’aria (e tutti a casa) neppure per la licenziosità di comportamento, il particolare stile di vita del premier.

Il punto vero, al di là di questioni penalmente rilevabili su cui sarà la magistratura a decidere, è la concezione che Berlusconi ha di se stesso e del potere.

Lui pensa che la maggioranza è l’unica depositaria della verità, che il voto popolare possa garantire al premier qualsiasi cosa, soprusi o non soprusi , in barba a regole e leggi.

Il premier rischia di diventare un uomo sotto ricatto perché è (o è stato) ricattabile. Ecco perché il fatto da privato diventa pubblico e politico.

Nel credersi invincibile e insostituibile come uomo e politico, Berlusconi insegue insensatamente il proprio fantasma.

E, prima o poi, lo troverà. In fondo al pozzo. Insieme ai cocci di quello che rimarrà dell’Italia.

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