Elisa Claps: vacilla l’alibi di Danilo Restivo

Inizia a vacillare l’alibi di Danilo Restivo, detenuto in Gran Bretagna per l’omicidio di Heather Barnett e agli arresti anche per la giustizia italiana con l’accusa di avere ucciso Elisa Claps.Prima del ritrovamento del corpo di Elisa si è sempre parlato di “alibi di ferro” per Restivo, ma ora che è stata stabilita l’ora del


Inizia a vacillare l’alibi di Danilo Restivo, detenuto in Gran Bretagna per l’omicidio di Heather Barnett e agli arresti anche per la giustizia italiana con l’accusa di avere ucciso Elisa Claps.

Prima del ritrovamento del corpo di Elisa si è sempre parlato di “alibi di ferro” per Restivo, ma ora che è stata stabilita l’ora del decesso della 16enne di Potenza, le cose sembrano cambiare.

Elisa, secondo gli investigatori, sarebbe stata uccisa tra le 11.30 e le 13.10 di domenica 12 settembre 1993, orario in cui Restivo non ha alcun alibi.

Finora, però, si riteneva che la giovane fosse stata vista per l’ultima volta alle 13.40 dello stesso giorno. L’unica testimonianza al riguardo è quella di Giuseppe Carlone, che all’epoca dei fatti aveva 18 anni e abitava nello stesso palazzo della famiglia Claps.

Fu proprio Carlone, il giorno successivo alla scomparsa di Elisa, a presentarsi spontaneamente alle autorità e fornire la seguente deposizione:

Abito nello stesso palazzo dove abita pure Claps Elisa […] Ieri, 12 settembre 1993, alle ore 13.40, mentre stavo rincasando, davanti al cinema Ariston, sito in questa via 4 novembre, ho visto Claps Elisa che si dirigeva verso la scalinata che conduce alla sua casa. Dopo averla superatae l’ho salutata, senza ricevere alcuna risposta. […] Sono sicuro che era Claps Elisa, in quanto la conosco bene da molti anni. Elisa era vestita con una maglia bianca e pantaloni blu.

Come faceva Carlone ad essere così sicuro dell’orario? Lo ha rivelato egli stesso: “Sono certo dell’orario che ho indicato, in quanto, quando sono giunto a casa, ho guardato l’orologio ed erano le 13.45“.

Qualcosa, però, non quadra. La sera del 12 settembre, intorno alle 21.30, Carlone viene avvicinato da Ermenegildo Claps, fratello di Elisa:

Ermenegildo Claps, fratello della ragazza, mi ha riferito che la sorella era scomparsa di casa e mi ha chiesto se per caso l’avessi vista. Gli ho risposto che l’avevo incontrata nei pressi del cinema Ariston, nell’orario sopra detto, che procedeva verso casa. Quando ho riferito a Claps Ermenegildo di aver visto la sorella in via 4 novembre, mi ha detto che proprio a quell’ora lui si trovava in via Mazzini in attesa della sorella, ai piedi della scalinata che Elisa avrebbe dovuto percorrere per rincasare, ma di non averla vista affatto.

Se alle 13.40 Elisa è passata davanti per la scalinata, come mai suo fratello non si è accorto di lei? E, secondo gli inquirenti, è altrettanto strano che Elisa non rispose al saluto. Le ipotesi sono due: quella ragazza non era Elisa, e quindi Carlone si è confuso, oppure il giovane ha dichiarato il falso.

C’è anche un altro dettaglio rilevante: nell’orario indicato da Carlone, Restivo si trovava al pronto soccorso per la medicazione di una piccola ferita alla mano sinistra che, stando a quanto da lui dichiarato, si era procurato cadendo in un cantiere di scale mobili in costruzione.

Insomma, alla luce delle nuove rivelazioni sulla morte di Elisa Claps, l’alibi di Restivo non regge. Questo secondo l’accusa. La difesa, invece, continua a considerare la deposizione di Carlone “la prova regina” per provare l’innocenza di Restivo.

Via | Il Quotidiano Della Basilicata

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