Anagrafe di Sydney: arriva il ‘sesso non precisato’

Storica sentenza in Australia: merito di un attivista di 52 anni, Norrie, che ha cambiato sesso nel 1989 e non si è arreso dopo la prima sentenza sfavorevole.

Non è illegale non riconoscere il sesso del proprio figlio alla nascita. Lo ha stabilito la Corte d’Appello del Nuovo Galles del Sud, la cui capitale è Sydney, rovesciando il precedente verdetto. Quest’ultimo aveva sancito che tutti, alla nascita, devono essere registrati come maschio o come femmina, escludendo il “sesso non precisato”.

Si tratta naturalmente di una sentenza storica, che potrebbe influenzare altri Stati australiani. La Corte d’Appello ha accolto il ricorso di un attivista, il 52enne Norrie, di origini scozzesi. Che non usa il cognome e si autodefinisce “neutro”. Nato maschio, nel 1989 aveva cambiato sesso e gli era stato consegnato un attestato che lo dichiarava di sesso femminile. 

Lui, però, non si sentiva a suo agio “con un’identità unicamente femminile”. Nel 2010 Norrie era diventato dunque la prima persona a non essere nè uomo nè donna per le autorità. L’ufficio dello Stato civile aveva deciso di fornirgli un nuovo certificato di nascita con “sesso non precisato”. Quattro mesi dopo, la revoca da parte dello stesso ufficio. Dopo aver sentito un avvocato.

Norrie non è si arreso e ha dato battaglia. La Corte amministrativa ha dato ragione alle autorità, la Corte d’Appello a lui. Che oggi può festeggiare. Tre giudici hanno deciso che il termine “sesso” non comporta un significato binario di “maschio” o “femmina”. 

”Ho subito un intervento per avere la vagina, ma non ho mai preso ormoni perché amavo essere androgino”, ha scritto Norrie sul proprio sito web. ”Anni dopo l’operazione è sorto il problema dei documenti: dichiarare di essere uomo era in contraddizione con il fatto di essere castrato e con le mie movenze femminili. Dire di essere donna rischiava di farmi arrestare per falso. La soluzione più semplice era quella di non avere alcuna identificazione sessuale sui documenti”.

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