Il premier Berlusconi a “fine corsa”?

Del “grande timoniere” Mao Tse Tung si ricorda spesso la battuta sul gatto (“non importa di che colore è, basta che acchiappi i topi”), mai quella sugli stupidi (“Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa”). Orbene, il Cavaliere-Premier è tutt’altro che uomo stupido. Ma è entrato in una fase critica: solleva

Del “grande timoniere” Mao Tse Tung si ricorda spesso la battuta sul gatto (“non importa di che colore è, basta che acchiappi i topi”), mai quella sugli stupidi (“Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa”).

Orbene, il Cavaliere-Premier è tutt’altro che uomo stupido.

Ma è entrato in una fase critica: solleva ripetutamente pietre che già gli cadono addosso e ancor più pesantemente, presto, gliene cadranno a valanga.

La vicenda “personale” del “papi” è niente rispetto al presidente del Consiglio che denuncia pubblicamente un progetto eversivo per farlo cadere e sostituirlo con “un non eletto dal popolo”. Insomma, un golpe.

Mai nessuno, in oltre 60 anni, era arrivato a tanto.

Berlusconi sta dando i “numeri”? E sarebbero fatti suoi. Ma si dà il caso che a giocare coi bussolotti è il capo del (nostro) governo.

Non sono pochi, in queste ore, anche nella maggioranza e nei “territori” limitrofi, a considerare il Premier un “morto” che cammina. Politicamente parlando, ovvio.

E non sono pochi quelli che stanno lavorando, più o meno negli antri “segreti” del palazzo, e più o meno con la “bava” alla bocca, a una inedita maggioranza parlamentare, a un esecutivo d’emergenza, di nuovo conio.

Berlusconi sente la morsa che lo stringe e cerca di giocare d’anticipo. Dalla padella alla brace.

C’è chi getta acqua. Che però a nulla serve in caso di terremoto.

L’Italia, si sa, è il paese (anche) degli inventori. Oltre che di “dux” finiti male.