Elezioni 2013: Beppe Grillo contro Bersani sui rimborsi elettorali

Il Pd vuole usare solo 10 milioni per la campagna elettorale. E con il resto dei soldi?

di andreas

Ogni tanto Beppe Grillo ha davvero gioco facile ad andare contro i partiti tradizionali. E’ successo ieri – quando si è scagliato contro Ingroia – succede anche oggi, in cui invece ha preso di mira il Pd e Pierluigi Bersani.

La questione è già scivolosa di per sé per i partiti tradizionali, perché di mezzo ci sono quei rimborsi elettorali che – quando si chiamavano finanziamenti pubblici – sono stati aboliti da un referendum. E invece sono ancora lì. Al centro di tutto ci sono le dichiarazioni del tesoriere del Pd Misiani, che ha annunciato come il Partito Democratico abbia diminuito le spese per la campagna elettorale rispetto alle precedenti competizioni. Fermandosi a 6,5 milioni, che con le spese delle sezioni arriveranno a dieci. “Anche potendo spendere di più non lo avremmo fatto. La nostra è una scelta politica”, ha detto Misiani.

Eh già, peccato che non funzioni così. Non è che se il Pd spende poco allora riceve meno rimborsi, visto che sono tarati sui risultati elettorali. E soprattutto visto che i rimborsi sono molti di più, ma molti di più, dei soldi che i partiti spendono (per saperne di più si può leggere qui e qui). Ed ecco che entra in gioco Grillo, che va all’attacco con il solito post sul suo blog.

Se spenderanno “solo” 10.000.000 di euro per la campagna elettorale perchè hanno bisogno di “rimborsi elettorali” per almeno 180.000.000* di euro? “Il nostro compito è fare in modo che ciò che facciamo con i soldi pubblici sia credibile”. Se Gargamella e il pdmenoelle vogliono essere credibili agli occhi degli italiani, consiglio loro di firmare un documento in cui assicurano di rinunciare ai rimborsi elettorali, come ha fatto finora solo il M5S

C’è da dire che i rimborsi dovrebbero aver subito una bella cura dimagrante, ma se anche fossero la metà di quelli ricevuti nel 2008, sarebbero comunque dieci volte più di quanto il partito ha speso. E con il resto dei soldi che si fa? La cosa buona di Grillo e del Movimento 5 Stelle è che almeno costringe i partiti a dare risposte a queste domande.