Scoppia di nuovo la grana esodati: tensione nel governo tra Monti e Fornero

E intanto il ministro sogna Intesa SanPaolo

di guido

Il termine “esodati” torna di nuovo al centro del dibattito politico, in piena campagna elettorale e comincia lo scaricabarile: se Bersani chiama in causa Monti, il premier se la prende con Elsa Fornero che a sua volta polemizza con l’Inps. Tutto è cominciato quando, due giorni fa, Il Messaggero ha rivelato che nell’immediato futuro almeno altre 150.000 lavoratori si ritroveranno senza stipendio e senza pensione come effetto della riforma pensionistica: il doppio della platea inizialmente calcolata, un nuovo caso dopo che con grande fatica si è riusciti a chiudere la questione per la maggior parte degli esodati calcolati finora. E Pierluigi Bersani non si è fatto scappare l’occasione di mettere il dito nella piaga: ieri ha dichiarato, rivolto al premier, “Non accetto di farmi fare le pulci da chi ha creato gli esodati” e oggi ha rincarato “Sull’agenda Monti vorrei fosse scritta anche la parola esodati”.

Per il premier è una bella tegola, e soprattutto è la prima occasione – inevitabile – in cui il Monti candidato entra in conflitto con il Monti capo del governo. Se già era stato criticato per aver promesso una riduzione delle tasse e una revisione della riforma del lavoro, adesso si trova a dover gestire un’altra patata bollente creata dal suo stesso governo. E i soliti beninformati descrivono un Monti particolarmente seccato, soprattutto con Elsa Fornero, colei che pochi mesi fa ammise di aver completamente sottovalutato il problema degli esodati e di non essere preparata a fare il ministro.

La Fornero, come d’altronde ha fatto dall’inizio della questione esodati, ha rinviato la palla all’Inps, e dopo le indiscrezioni di due giorni fa rispondeva “Io non so nulla, chiedete all’Inps visto che sono fonti Inps”. E l’Inps ha risposto “L’istituto non ha effettuato ulteriori elaborazioni statistiche sulla vicenda che non siano quelle già note ai competenti uffici del ministero del Lavoro e del ministero dell’Economia”, quanto bastava per far insorgere la Cgil contro il ministro, che non è ancora riuscito a fare chiarezza sul numero effettivo di lavoratori che saranno messi sotto tutela. Ecco quindi spiegato il gelo di Monti contro il suo ministro: oltretutto proprio ieri a Davos il premier è stato raggiunto dalla bacchettata dell’Ue contro la riforma Fornero. La sua riforma non è in linea con le regole europee in materia di protezione dei diritti sindacali dei lavoratori a termine, e la Commissione europea ha inviato oggi un parere motivato contro l’Italia.

Insomma, il Prof in campagna elettorale deve guardarsi le spalle anche in casa propria. E per quanto riguarda il futuro del ministro uscente del Welfare, pare che Elsa Fornero non sia intenzionata a tornare all’insegnamento, ma si vedrebbe bene alla presidenza del consiglio di gestione di Intesa San Paolo, la banca per cui è stata vicepresidente della commissione di vigilanza dal 2010 al 2011. Lo Spiffero, solitamente ben informato sulle faccende piemontesi, racconta che il ministro vuole tornare nel posto che occupava prima di entrare nel governo tecnico, ma in realtà nel mirino avrebbe proprio la poltrona di presidente, attualmente occupata dal suo allievo Andrea Beltratti e per cui fino a ieri era favorito l’economista Gian Maria Gros Pietro, sponsorizzato da Sergio Chiamparino.

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