Rugby & Doping: Bénézech accusa “Dopati ai Mondiali ’95” e punta il dito contro Lapasset

L’ex tallonatore della Francia è stato sentito dalla Commissione d’inchiesta del Senato francese.

Aveva sollevato un bel polverone un mese e mezzo fa, quando sulle pagine prima de Le Monde e poi di Midi Olympique (passate sotto assordante silenzio in Italia) accusò direttamente il rugby moderno di essere dopato, puntando il dito anche contro il ct della Francia, Philippe Saint-André. Ma ora l’ex tallonatore va oltre e lo fa davanti alla commissione d’inchiesta sul doping del Senato francese.

“Ho la fortissima convinzione che in quel periodo (i Mondiali del 1995 in Sud Africa, ndr.) venni trattato con il cortisone – l’accusa di Bénézech di fronte alla Commissione –. Durante gli allenamenti i giocatori erano personalmente responsabili delle loro bevande durante l’allenamento, con lattine personalizzate, e siamo stati avvertiti dallo staff medico di non prendere quelle degli altri, ufficialmente per il rischio di malattia”. Ma come mai Bénézech pensa al cortisone?

Nel 1999, in seguito al distacco della retina, venne operato e, successivamente, curato con il cortisone. “Mi sentivo euforico, non sentivo più la fatica e, dentro di me, queste sensazioni mi ricordavano un periodo della mia vita. Ho messo insieme i pezzi del puzzle e mi sono accorto che le sensazioni vissute allora furono le stesse provate nel 1995 – attacca il tallonatore, arrivato terzo in quell’edizione della Rugby World Cup –. Ai tempi mi sembrava naturale, ma ripensandoci sono convinto che le nostre prestazioni abbiano avuto un aiuto medico. E sono convinto fosse cortisone”

E Bénézech trova anche i responsabili del (presunto) utilizzo di sostanze dopanti: “Il medico della nazionale era Marc Bichon e dubito che egli avrebbe sviluppato un protocollo medico senza il beneplacito di Pierre Berbizier, allora ct della nazionale. Lo dico perché sono stato anche io allenatore e so, quindi, che anche il ct non avrebbe preso questa decisione senza aver consultato (e, dunque, averne avuto l’ok, ndr.) del presidente federale di allora (Bernard Lapasset, attuale presidente dell’IRB, ndr.)”.

Una bomba, dunque, che esplode e colpisce il rugby mondiale ai massimi livelli.

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