Pierluigi Bersani ad Agorà: reddito minimo garantito e soluzione per gli esodati

In tv il segretario PD attacca il governo

di guido

Anche Pierluigi Bersani calca il palcoscenico televisivo, nonostante in questo senso sia molto distaccato da Monti e Berlusconi, e intervistato alla trasmissione Agorà su Rai Tre fa capire che, in questa fase della campagna elettorale, non risparmierà critiche al governo e al Professore, che a sua volta negli ultimi giorni ha inasprito i toni. In particolare, Bersani torna a parlare della “polvere sotto il tappeto” lasciata dal governo uscente, frase che aveva indispettito non poco Monti:

Ci hanno bacchettato perché non siamo tecnici, e poi si è visto chi è il tecnico. In un anno che sarà ancora di recessione, mi chiedo se siamo a posto con gli ammortizzatori sociali.

Ha dichiarato il segretario PD, che ormai sembra vicino a rinnegare l’appoggio al governo tecnico nei suoi 13 mesi di vita. Ma è sugli esodati che Bersani va giù duro contro Monti:

Sull’agenda Monti vorrei fosse scritta anche la parola esodati. Si è creata una situazione grave che avevamo annunciato. Una situazione che si dovrà affrontare. È stato allestito un fondo che riguarda 140mila persone, io credo che quel fondo si potrà rimboccare di anno in anno. Si dovrà farlo finché si arriva alla completa soluzione


E per quanto riguarda i provvedimenti del suo possibile governo, Bersani si rifà alla richiesta europea di reddito minimo garantito:

Per chi non ha contratto nazionale e va sotto la soglia vitale ci vuole una norma, il resto sono politiche sociali affidate agli enti locali.

poi chiarisce la sua posizione sulla patrimoniale e sulle tasse:

Non intendo tassare il ceto medio che paga le tasse, perchè è un disastro. Quando parlo di patrimoniale mi riferisco a una patrimoniale immobiliare, che già c’è ed è l’Imu, che va resa più progressiva.

E un nuovo attacco a Monti è sulla spending review. Alla domanda se anche nel suo governo ci sarà un commissario ad hoc, la risposta è netta:

Per l’amor di Dio. Monti ha preso Bondi e gli ha detto fammi la spending review. Ora è andato a fare il check sulle liste e la ristrutturazione della spesa la fa Canzio. Ma la doveva fare già lui. Bisogna ristrutturare la funzione centrale.

Infine, Bersani non ha potuto non parlare dello scandalo Monte dei Paschi e del possibile coinvolgimento del PD. Il segretario risponde alle accuse ma ammette che la politica dovrebbe fare un passo indietro dalle banche:

Il Pd non c’entra un tubo di niente. Perchè il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche. Mi piacerebbe che questa destra la smettesse. Sento addirittura Maroni, osare parlare a nome della Lega. A Maroni dico solo una parola: CrediEuroNord. […]Poi dobbiamo andare a vedere gli strumenti dei derivati, non avendo la maggioranza in Parlamento non abbiamo potuto fare nulla. Certo poi si può ragionare seriamente sul fatto che quel localismo bancario ha portato a fare degli errori. In prospettiva è un legame eccessivo che va in parte spezzato