Iran: Mahmoud Ahmadinejad vince le elezioni

Manca l’annuncio ufficiale, ma ormai sembra certo: il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran è Mahmoud Ahmadinejad.Con il 90 percento delle schede scrutinate, secondo quanto comunicato dalla Commissione elettorale centrale iraniana, al presidente uscente Ahmadinejad dovrebbe essere stato garantito un secondo mandato dal 65 percento degli elettori. Una vittoria netta, al primo turno, che evita dunque


Manca l’annuncio ufficiale, ma ormai sembra certo: il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran è Mahmoud Ahmadinejad.

Con il 90 percento delle schede scrutinate, secondo quanto comunicato dalla Commissione elettorale centrale iraniana, al presidente uscente Ahmadinejad dovrebbe essere stato garantito un secondo mandato dal 65 percento degli elettori.

Una vittoria netta, al primo turno, che evita dunque l’eventuale ballottaggio previsto per il 19 giugno prossimo. Al principale sfidante di Ahmadinejad, Mir Hussein Mousavi, sarebbero andati il 32,6 percento delle preferenze. Molto indietro gli altri due candidati, il conservatore Rezaei e il riformista Karroubi.

Mousavi non ci sta e reclama brogli, anche se sembra difficile la tenuta della sua denuncia visti i 9 milioni di voti di differenza tra lui e il riconfermato presidente. “La leadership di Teheran ha manipolato il voto del popolo e ha reso queste elezioni una pericolosa farsa”, ha tuonato lo sfidante. Già ieri, quando i seggi sono rimasti aperti un paio d’ore in più per l’affluenza record, 80 percento secondo il ministero degli Interni, aveva denunciato brogli e irregolarità nei seggi.

In serata addirittura lo staff di Mousavi si era proclamato vincitore al primo turno con un margine di voti importante secondo i loro dati. Oggi, in mattinata, la doccia fredda e momenti di forte tensione con scontri tra i suoi sostenitori e la polizia. In mezzo è finito anche un operatore del Tg 3, lievemente contuso.

La vittoria così larga di Ahmadinejad delude chi sperava in una scelta più “moderata”, preoccupa fortemente Israele e rappresenta un serio spunto di riflessione per tutti gli altri paesi, Stati uniti e Obama in testa.

Come in Israele anche in Iran la vittoria è ultraconservatrice: un voto che fa capire quanto sia per gli israeliani che per gli iraniani sia tutt’altro che passata la sindrome da “assedio” e “accerchiamento”. Lavorare per la pace ora sarà ancora più difficile.

Immagine|Flickr