Carolina uccisa dai bulli due volte: la violenza sessuale e la gogna su Twitter prima del suicidio

A distanza di qualche mese emerge la verità di quanto accaduto a Carolina Picchio, la 14enne di Novara che a gennaio si è tolta la vita per colpa dei ‘bulli’.

Il suicidio come conseguenza di un’altra infamia: ad una festa infatti Carolina si era ubriacata e si era sentita male. Dopo essere andata in bagno barcollando, era stata molestata e filmata da un gruppo di ragazzini.

Il video era poi stato pubblicato su Facebook, ed era partita la ‘gogna social’, soprattutto su Twitter. Sì perchè di chi altri era la colpa di quanto accaduto se non di Carolina, come nella migliore tradizione machista così dura da sconfiggere?

La conferma del profondo disagio della ragazzina arriva dall’amica del cuore, che ha raccontato al Corriere:

“Tutto è cambiato da quel giorno. Lei diceva di non meritare un trattamento del genere. Diceva ‘non potete giudicarmi’ per una serata. Diceva che non ce la faceva più, che le facevano male le persone, i messaggi, il filmato del bagno, le oscenità mentre stava male”

La Procura per i minorenni di Torino sta indagando su sei ragazzini, dai 13 ai 15 anni. Le accuse, come leggiamo sul quotidiano, sono pesantissime: per cinque di loro si tratta di “violenza sessuale di gruppo”; su uno di loro si indaga per “diffusione di materiale pedopornografico” e per “morte come conseguenza di altro reato”. Anche all’ex fidanzatino di Caro, non presente alla festa, si contesta quest’ultimo reato.

A Novara invece la Procura ha aperto un’indagine su Facebook per la mancanza di controlli rispetto alla diffusione del video: si cercherà di capire chi ha girato i video (ce ne sarebbero due), chi li ha diffusi e chi l’ha accusata fino a spingere Carolina a quel “Scusatemi, non ce la faccio più a sopportare” lasciato come epitaffio su Facebook.

E a quel tragico volo dal balcone, per colpa di una vergogna di cui non era certo lei la responsabile.