Falcone e Borsellino: Palermo ricorda con le scuole, manifestazioni in tutta Italia

Circa 20mila gli studenti che sono confluiti nel capoluogo siciliano. Ecco le parole di Grasso e il programma della giornata.

Falcone e Borsellino: due nomi che evocano una triste pagina della storia italiana. Ma anche due nomi che da 21 anni a questa parte fanno convergere su Palermo ragazzi da tutta Italia per la commemorazione delle stragi di via D’Amelio e di Capaci. Anche quest’anno, nel capoluogo siciliano, ci sono le due navi della legalità attraccate, ci sono le scuole di tutto il Paese, c’è il presidente del Senato Piero Grasso.

Le due navi, chiamate “Giovanni” e “Paolo” erano salpate ieri da Civitavecchia e da Napoli. A bordo, 3mila studenti e il numero due dello Stato, il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, il sottosegretario Marco Rossi Doria, il presidente di Libera Don Luigi Ciotti, il commissario antiracket Giancarlo Trevisone. Ad accogliere tricolori, l’inno di Mameli palloncini e striscioni per ribadire l’impegno contro la mafia.

Grasso ha detto: “Le indagini sono in corso, i processi si devono fare. Alcuni sono già stati fatti. Dobbiamo continuare sempre nella ricerca della verità. Verità e giustizia sono valori fondamentali a cui ci hanno educato proprio Giovanni e Paolo”. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha partecipato alla giornata con un messaggio che è stato letto: La battaglia e l’esempio di Falcone e Borsellino diedero i loro frutti. Le indagini e gli interventi della Magistratura e delle Forze dell’ordine consentirono di contrastare con ancora maggiore efficacia vecchie e nuove forme di penetrazione e aggressione criminale. L’impegno prosegue instancabilmente con rinnovati successi e vede unite le forze politiche e sociali. Le immagini dello spietato agguato restano indelebili nella memoria degli italiani, rinnovando l’angoscia di quel giorno e il ricordo commosso del sacrificio di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. L’attentato, replicato a distanza di poco più di un mese da quello in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, rappresentò uno dei momenti di massima violenza eversiva dell’attacco della mafia allo Stato”.

Per coinvolgere ancora di più gli studenti, anche quest’anno si è svolto un concorso sul tema: “Le nuove rotte dell’impegno: geografia e legalità“. Più di 800 le scuole che hanno aderito, 20mila gli studenti, 13 i Paesi europei presenti con le loro delegazioni. Dopo la cerimonia di benvenuto al porto, gli alunni si sono divisi. Mille sono andati all’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, dove sono presenti Grasso, Carrozza, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, quello delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, il presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta, il presidente della Rai Anna Maria Tarantola. Nando Dalla Chiesa. A coordinare la cerimonia il conduttore tv, Fabio Fazio.

Nel cortile del carcere in mostra i lavori degli studenti delle primarie, nel “Villaggio della Legalità”, con elaborati anche di altre associazioni. Gli altri ragazzi confluiti a Palermo si spargeranno per le piazze principali della città. A Corleone, alle 12.30, il ministro Carrozza visiterà la mostra fotografica dell’Ansa “Falcone e Borsellino 20 anni dopo”.

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, alle 14.45 si fermerà nei pressi dello svincolo di Capaci davanti alla stele commemorativa della strage. Poi si unirà al corteo degli studenti che alle 16 lascerà l’Aula bunker per raggiungere l’Albero Falcone. Ai piedi della Magnolia l’incontro tra i due cortei, quello partito dall’Ucciardone e quello che arriverà da via d’Amelio. Alle 17.58, ora della strage, il trombettiere della Polizia suonerà il Silenzio.

A Palermo il fulcro della giornata, ma manifestazioni sono state organizzate in tutta Italia. Perché i nomi Falcone e Borsellino ricordano che non ci si deve arrendere mai davanti a nulla.

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