Florence Cassez liberata in Messico e già in viaggio verso Parigi dove è attesa nel pomeriggio

Di ritorno verso casa la trentottenne francese detenuta in Messico.

di sara

Mentre vi scriviamo la francese Florence Cassez è in viaggio verso Parigi, dove l’aereo sul quale si è imbarcata in partenza da Mexico City, atterrerà nel primo pomeriggio. Dopo gli ennesimi sviluppi di ieri sera, sembra concludersi la lunga vicenda giudiziaria della trentottenne. Catturata insieme all’allora compagno Israel Vallarta sulla strada di Cuernavaca, a sud del paese e portata al ranch d’Israel Vallarta, nel quale erano stati sistemati i tre ostaggi per realizzare la messa in scena per i media dell’arresto, mandato in onda dalle telecamere del canale televisivo Televisa come se si stesse svolgendo in diretta. Incarcerata nel dicembre 2005, e poi condannata a 96 anni di prigione, in seguito ridotti a 60, era diventata il perno di una crisi diplomatica arrivata persino a spingere il governo messicano a ritirare la partecipazione ai festeggiamenti del 2011 dedicati all’anno franco-messicano.
Ma dopo che trentacinque giudici della prima camera avevano già attestato la violazione dei diritti costituzionali da parte delle autorità di polizia che si erano prestate alla mistificazione, la Corte Suprema ha di conseguenza annullato la condanna a 60 anni di carcere per sequestro, delinquenza organizzata e porto d’armi proibite, decretando a maggioranza di tre voti contro due, la liberazione immediata e assoluta della donna.

Raccolti i pochi effetti personali, sbrigate le formalità di uscita e recuperato il passaporto, la Cassez, accompagnata dal suo avvocato francese Franck Berton, dal padre e da una guardia del corpo, e vestita con un giubbotto antiproiettile si sarebbe diretta velocemente verso l’aeroporto della capitale messicana, ansiosa di dimenticare i sette anni trascorsi in cella, l’ultima nella prigione di Tepepan, nella periferia di Mexico City, nella quale era riuscita a farsi forza anche con la pittura.
Ma sul posto i militanti per i diritti dei sequestrati, come Isabel Miranda Wallace, hanno espresso il loro malcontento per la decisione che, a suo dire,

libera i colpevoli e rispetta unicamente i loro diritti, mentre le vittime sono gettate sotto l’arco di trionfo.

Nell’immagine Olga María Del Carmen Sanchez, giudice della Corte Suprema del Messico, durante l’ultima decisione riguardo la francese Florence Cassez. Mexico City 23 gennaio 2013. AFP PHOTO/ Yuri CORTEZ (Photo credit should read YURI CORTEZ/AFP/Getty Images)

Via | leparisien.fr