Il PD ha scelto la collocazione europea, entrerà nel PSE. Mugugni dai cattolici.

Potrebbe sembrare il solito “colpo al cerchio e colpo alla botte” ma, a ben guardare, l’intesa tra Franceschini e Martin Schulz per l’ingresso del PD nel PSE rischia di essere molto di più. Certo, il nuovo gruppo avrà, probabilmente, un nome più altisonante “Alleanza dei socialisti e dei democratici” che dovrebbe garantire i più moderati



Potrebbe sembrare il solito “colpo al cerchio e colpo alla botte” ma, a ben guardare, l’intesa tra Franceschini e Martin Schulz per l’ingresso del PD nel PSE rischia di essere molto di più.

Certo, il nuovo gruppo avrà, probabilmente, un nome più altisonante “Alleanza dei socialisti e dei democratici” che dovrebbe garantire i più moderati del PD, ma la sostanza sembra un’altra.

A guardarla bene, l’intesa con il leader dei Socialisti Europei, ha tutta l’aria di una sconfitta per il segretario del PD. Una sconfitta nei confronti di quella parte del suo partito che, fin dalla notte dei tempi, ha continuato a vedere il PD non come qualcosa di nuovo – come una forza riformista simile ai democratici Americani e lontana dall’ideologia socialista – ma come l’opposto, l’ideale continuazione della transizione tra PC, PDS, DS.

I vari Fassino e D’Alema sembrano averla avuta vinta sull’ “americano” Veltroni e sugli ex Margheritini con a capo Rutelli, che, si dice, non l’abbia presa bene ed anzi ha chiarito che “la decisione è ancora tutta da prendere”.

La realtà però sembra diversa ed ormai i giochi sono fatti. La creazione del nuovo gruppo, che oltre al nome non sembra avere molto altro di nuovo, ormai è cosa fatta e potrebbe essere formalizzata già il prossimo 23 giugno, quando si riunirano tutte le componenti del Gruppo Pse .

Lo stesso Fassino ha sottolineato che l’intesa tra PD e PSE “è tanto più importante alla luce del nuovo scenario politico europeo che si è determinato con queste elezioni” dove il numero dei socialisti si è notevolmente ridimensionato ed è aumentato il numero dei verdi.

Una cosa è certa: la componente cattolica mal digerirà questa decisione, si tratta solo di capire quali potranno essere le conseguenze. Come Rutelli, di certo, molti elettori “moderati” che avevano creduto nel progetto American Veltroniano, anche dopo le sue dimissioni, adesso saranno quantomeno allarmati.

Tabacci, qualche giorno prima delle elezioni, ipotizzava una fuoriuscita di numerosi esponenti cattolici dal PD (Rutelli e Letta in testa) per confluire nella nuova alleanza di centro che si sta costruendo con l’UDC. L’ingresso del PD nel PSE rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso? Per il PD, inteso come unione tra Margherita e DS, è l’inizio della fine?

Foto: flickr | SordaCadencia

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