Froome investito in allenamento

Il campione britannico è illeso, ma la sua Pinarello è stata completamente distrutta. Un periodo nero per la sicurezza dei ciclisti

Che i pericoli per chi si mette in sella a una bicicletta e si allena in mezzo al traffico fossero molti lo sapevamo da tempo, ma quello che sta succedendo da un mese a questa parte meriterebbe una seria riflessione.

Dopo la morte di Michele Scarponi e lo shock che ha provocato nel mondo del ciclismo molti altri incidenti si sono verificati in corsa o durante gli allenamenti.

L’ultimo in ordine di tempo è quello documentato dalla foto sull’account Twitter del tre volte vincitore del Tour de France Chris Froome.

Questa mattina il leader del Team Sky si trovava a Beausoleil, non lontano dalla sua residenza monegasca, quando un’automobile lo ha urtato facendolo cadere sull’asfalto.

“Sono stato urtato volontariamente da un automobilista impaziente che mi ha buttato a terra. Fortunatamente sto bene. La bicicletta è totalmente (distrutta). L’automobilista ha proseguito la sua strada!”,

ha postato su Twitter.

Immediata è arrivata la solidarietà dei suoi avversari, su tutti quella di Alberto Contador che si è limitato a retwittare il post del suo avversario scrivendo “Sin comentarios”.

Ieri, sempre su Twitter, lo stesso Contador si era espresso molto duramente riguardo all’incidente di Oliva nel quale due cicloamatori spagnoli hanno perso la vita domenica scorsa, investiti da una donna positiva agli stupefacenti e con un tasso alcolemico triplo rispetto ai limiti consentiti.

Lo scorso 24 aprile, durante un allenamento, il ciclista francese Yoann Offredo è stato vittima di un aggressione con un coltello da parte di un automobilista. Una frattura al naso, ematomi su tutto il corpo e una costola incrinata sono il bilancio di un’aggressione che ha lasciato il ciclista della Wanty-Groupe Gobert sotto shock.

Il 28 aprile il 21enne Chad Young è deceduto in seguito a una caduta avvenuta in corsa, durante l’ultima tappa del Tour of Gila.

Davvero un mese nero per le due ruote. Intanto in Italia si lavora per far passare una legge che obblighi gli automobilisti a mantenere una distanza di 1,5 metri durante i sorpassi. Ma come rimediare all’intenzionalità di queste aggressioni e alla vigliaccheria dei loro artefici?