Terremoto dell’Aquila, le motivazioni della sentenza per il crollo della Casa dello studente

Per il crollo della Casa dello studente sono stati condannati quattro tecnici. Le motivazioni.

Per il crollo della Casa dello studente, durante il terremoto che il 6 aprile 2009 colpì duramente L’Aquila e moltissimi paesi limitrofi, il 16 febbraio 2013 sono state emesse dal Tribunale tre condanne a quattro anni di reclusione e una condanna a due anni e sei mesi (i tecnici Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone sono stati condannati a quattro anni, mentre il tecnico Pietro Sebastiani a due anni e mezzo).

Oggi sono state rese note le motivazioni di tale sentenza, simili a quelle della Commissione Grandi Rischi: ovvero, “il terremoto non era affatto imprevedibile”.

Per il giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco, come leggiamo sul Corriere, il sisma poteva essere previsto

“essendosi verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, vale a dire nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l’area aquilana”

Inoltre

“si è trattato di un sisma certamente non eccezionale per il territorio aquilano e assolutamente in linea con la sismicità storica dell’area”

Ma sia nel caso del processo per il crollo della Casa dello studente che nel processo ai membri della Commissione Grandi Rischi, le opinioni in merito restano divise in due scuole di pensiero. I terremoti sono davvero prevedibili?

Per il sindaco della città abruzzese Massimo Cialente – fonte Adnkronos

“Se la giustizia ha stabilito che ci sono delle colpe da parte dei tecnici è giusto che paghino […] in Italia tutte le persone che sono chiamate a compiere attività di controllo e di ispezione le fanno con un lassismo assoluto”

Mentre per il sismologo Enzo Boschi

“i terremoti finora non li ha mai previsti nessuno. Allo stato attuale delle conoscenze non si riesce a prevedere i terremoti. Quello che è possibile fare, e che i Paesi avanzati fanno, è rendere più sicuri gli edifici in modo da ridurre al massimo in danni”

Comunque sia, che gli edifici vadano resi sicuri è fuori di dubbio. Specialmente nelle zone sismiche. Altro che sabbia del mare