Sport & Doping: cannabis addio, la Wada smette di rincorrere il nulla

L’agenzia mondiale antidoping ha alzato il livello per cui il consumo delle “canne” è considerato doping.

La lotta al doping fa un passo avanti. Depenalizza le cannabis, concentrandosi sulle sostanze che veramente influiscono sulle prestazioni sportive. Quella sulle “canne” è una polemica che si trascinava da anni e, ora, la Wada decide di smettere di rincorrere dopati fantasma.

Qui non si discute su legalizzazione, differenze tra droghe leggere o pesanti, o sul fatto che non ci si debba drogare (temi che lascio ben volentieri ad altri, ndr.). Qui si parla di sport e doping, cioè di chi utilizza sostanze illegali per migliorare le proprie prestazioni. E qui la Wada ha cambiato registro. Da sabato scorso, infatti, l’agenzia mondiale antidoping ha alzato l’asticella per definire positivo uno sportivo che fa uso di cannabis: da 15 nanogrammi/millilitro a 150. Un innalzamento che, di fatto, dovrebbe eliminare circa l’80% delle positività riscontrate sino a ora.

In realtà, già in passato l’uso di “droghe ricreative” veniva ricercato solo nei controlli antidoping post-competizione e non nei controlli a sorpresa durante la stagione. Questo perché le “canne” erano considerate dalla Wada come “rilassanti”, cioè potevano contribuire a migliorare le prestazioni. Il problema è che, visto i dati non certi sui tempi di smaltimento delle tossine della cannabis, con una soglia di 15 nanogrammi si colpiva anche chi si era fumato uno spinello un paio di settimane prima di una gara. Alzando l’asticella a 150, invece, si troverà chi utilizza la cannabis nelle ore immediatamente precedenti alla gara e, dunque, viene utilizzata per migliorare le prestazioni.

Una decisione che ha anche motivi pratici ed economici. I casi di positività alla cannabis sono una buona fetta delle positività scoperte annualmente, con un costo elevato (anche legale) per squalifiche irrisorie. Inoltre, non rincorrere più gli atleti “che si sono divertiti” permette alla Wada di concentrare gli sforzi e gli uomini sulle sostanze illegali più gravi.

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