Londra: carcere a vita per il rapinatore e stupratore Gavin Gordon, prese in ostaggio una coppia e la torturò

I tre che vedete qui sopra – il 31enne Gavin Gordon e i 20enni Reon Hall e Aaron Gelly – sono stati gli autori, nell’ottobre del 2008, di una rapina in un’abitazione che si è conclusa con lo stupro e la tortura della coppia di giovani che vi risiedeva. La gang, poco dopo la mezzanotte


I tre che vedete qui sopra – il 31enne Gavin Gordon e i 20enni Reon Hall e Aaron Gelly – sono stati gli autori, nell’ottobre del 2008, di una rapina in un’abitazione che si è conclusa con lo stupro e la tortura della coppia di giovani che vi risiedeva.

La gang, poco dopo la mezzanotte del 26 ottobre, fece irruzione in un’abitazione di Clapham, South London. L’idea era quella di fare una rapina ed andarsene, ma la situazione degenerò in pochi istanti, anche a causa del sadismo di Gordon.

Il 31enne capo della gang, infatti, decise di torturare la padrona di casa, una ragazza di 26 anni che in quel momento era da sola. La costrinse a mandare un sms al suo fidanzato chiedendogli di raggiungerla, poi le legò le mani e attese l’arrivo del ragazzo.

Quando quest’ultimo entrò in casa i tre iniziarono a picchiarlo: calci, pugni e ferite con arma da taglio, poi ferro da stiro caldo in fronte e succo di limone sulle ferite. Tutto questo mentre la sua fidanzata era legata in un’altra stanza, in attesa di essere violentata dallo stesso Gordon.

Le violenze andarono avanti per circa tre ore, poi i tre fecero razzia nell’appartamento e se ne andarono. La loro fuga non durò a lungo: i tre furono rintracciato qualche giorno dopo – incastrati dal loro DNA lasciato su alcuni mozziconi di sigarette abbandonati in casa – ed arrestati.

I 2 ventenni furono condannati lo scorso giugno a 9 anni di carcere, mentre il processo a Gavin Gordon si è concluso ieri: il 31enne è stato condannato al carcere a vita con l’obbligo di scontare almeno 9 anni prima di poter avanzare richiesta per la libertà vigilata.

Gordon è stato giudicato colpevole di rapina a mano armata, sequestro di persona, lesioni personali gravi e violenza sessuale. La sentenza a vita si è resa necessaria dopo che gli psicologi che hanno avuto modo di visitare il 31enne l’hanno indicato come “pericoloso, ad altro rischio di future offese“.

Così la 26enne, madre di una bambina, ha raccontato le conseguenze che quell’episodio sta avendo sulla sua vita:

Prima che accadesse ero sicura di me, mi piaceva uscire con le amiche, andare per club, avevo una vasta cerchia di amici. Purtroppo tutto è cambiato. Di notte ho ancora incubi, sogno che qualcuno entri nella mia casa e mi rapisca. Non esco più, mi chiudo in casa con mia figlia, temendo che quello che mi è successo possa accadere ancora.

Via | Daily Mail