Nigeria, Shell paga 15,5 milioni di dollari per evitare il processo per la morte di Ken Saro-Wiwa e di altri otto attivisti

La Shell pagherà 15,5 milioni di dollari per chiudere una causa civile che vedeva la compagnia petrolifera olandese accusata di complicità in violazione dei diritti umani nel Delta del Niger.La causa è stata promossa dai familiari di alcuni attivisti ‘condannati a morte’ dall’esercito nel 1995; secondo i familiari delle vittime la Shell avrebbe aiutato il


La Shell pagherà 15,5 milioni di dollari per chiudere una causa civile che vedeva la compagnia petrolifera olandese accusata di complicità in violazione dei diritti umani nel Delta del Niger.

La causa è stata promossa dai familiari di alcuni attivisti ‘condannati a morte’ dall’esercito nel 1995; secondo i familiari delle vittime la Shell avrebbe aiutato il governo nell’infliggere punizioni alle persone che chiedevano alla compagnia petrolifera, presente in Nigeria dagli anni ’40, di avere un comportamento più etico e rispettoso dell’ambiente.

Da sottolineare il contesto della vicenda; sebbene la Nigeria sia uno dei principali produttori di petrolio, la maggioranza della popolazione nigeriana vive ancora oggi in condizioni di estrema povertà a causa della corruzione e dell’incapacità di chi governa.

La Shell da parte sua ha ribadito l’assoluta estraneità all’uccisione e alle torture subite dalle vittime. “Il nostro gesto è solo un riconoscimento del fatto che queste persone hanno sofferto – ha detto Brinded alla Bbc – anche se la Shell non ha avuto nessun ruolo negli eventi”.

Il pagamento dei 15,5 milioni di dollari, che a qualcuno potrebbe apparire come una parziale ammissione di coinvolgimento, sarebbe stato effettuato quindi per chiudere un processo che avrebbe potuto danneggiare l’immagine della compagnia olandese.

Un’operazione di marketing, insomma. Ma le parole della compagnia, certo non una multinazionale che si distingue per etica e rispetto dei diritti umani e ambientali, non convincono.

Tra gli attivisti uccisi c’era anche Ken Saro-Wiwa, uno scrittore e poeta molto noto nel suo paese per le battaglie ambientaliste e non solo. Insieme ad altri attivisti aveva formato nel 1990 un gruppo civile che aveva lo scopo di mostrare al mondo intero il disastro ambientale di cui si era reso responsabile la Shell.

Nel 1994 furono arrestati accusati di essere i mandanti degli omicidi di quattro leader politici locali. Alla fine del processo Saro-Wiwa e altri 8 suoi compagni furono impiccati. I familiari delle vittime hanno, sin da allora, combattuto contro la Shell.

Nell’atto di accusa, depositato negli Stati Uniti secondo lo statuto che permette di portare un caso davanti alle corti statunitensi anche per crimini commessi fuori dagli Usa, i ricorrenti hanno altresì accusato la Shell di aver fornito armi alla polizia nigeriana per tutti gli anni ’90 e di aver aiutato l’esercito a catturare gli attivisti.

Immagini|Flickr



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