Elezioni in Libano: sconfitta per Hezbollah, vincono i partiti filo-occidentali

Mentre in tutta Europa si votava (o ci si asteneva) per il Parlamento europeo, anche nel cuore del Medio Oriente, in Libano, si è vissuto un’intenso election day; destinato ad influire in modo decisivo sugli equilibri politici di tutta l’area. Tre milioni e 200 mila i cittadini chiamati a votare, si sfidavano la coalizione filo-occidentale

Mentre in tutta Europa si votava (o ci si asteneva) per il Parlamento europeo, anche nel cuore del Medio Oriente, in Libano, si è vissuto un’intenso election day; destinato ad influire in modo decisivo sugli equilibri politici di tutta l’area.

Tre milioni e 200 mila i cittadini chiamati a votare, si sfidavano la coalizione filo-occidentale e antisiriana ’14 marzo’ e l’alleanza filo-Damasco ‘8 marzo’ guidata dagli sciiti di Hezbollah.

Ha vinto il leader della coalizione libanese antisiriana ‘14 marzo‘, Saad Hariri. E’ un duro colpo alla Siria e all’Iran, sostenitori della coalizione ‘8 marzo’; Hezbollah ha riconosciuto in mattinata la vittoria della coalizione rivale.

La coalizione capeggiata dal partito sunnita del ’14 marzo’ si sarebbe aggiudicata 71 seggi, mentre il blocco rivale 58. In giornata i risultati definitivi. Il sistema politico libanese prevede una divisione a metà del Parlamento, con un numero di seggi uguale per cristiani e musulmani.

L’attuale maggioranza parlamentare è arrivata al potere nel 2005, dopo l’assassinio dell’ex Primo ministro Rafiq Hariri. L’attentato costrinse la Siria, accusata di averlo organizzato, a ritirare le sue truppe dal Paese dopo 29 anni di presenza.

Immagine|Lebanon elections