Aste truccate: arresti a Vibo Valentia, in manette Vincenzo Grasso, titolare Istituto vendite giudiziarie

Gli agenti della Squadra mobile di Vibo Valentia hanno eseguito questa mattina 5 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, al falso pubblico, alla turbata libertà degli incanti e al peculato. Secondo quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Vibo, l’organizzazione si appropriava direttamente

di remar

Gli agenti della Squadra mobile di Vibo Valentia hanno eseguito questa mattina 5 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, al falso pubblico, alla turbata libertà degli incanti e al peculato.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Vibo, l’organizzazione si appropriava direttamente dei beni messi all’asta o comunque faceva in modo che a vincere le gare fossero prestanome delle persone che avevano subito l’esproprio degli immobili, permettendo così il rientro dei beni nel patrimonio dei debitori.

Le indagini erano partite quasi un anno fa dalla denuncia di un imprenditore che aveva perso la sua abitazione in una causa civile. In manette sono finiti il titolare dell’Istituto vendite giudiziarie, Vincenzo Grasso, 45 anni, e due suoi collaboratori, Domenico Mazzotta, 57 anni, e Michele Cuccione, di 52.

Arresti domiciliari per la moglie di Grasso, Francesca Gerace, mentre una quinta persona è irreperibile. Gli investigatori hanno riferito che da qualche mese, nei confronti del titolare dell’Istituto, erano in corso le procedure di revoca della concessione ministeriale per le gestione delle aste giudiziarie.

A novembre infatti in un capannone di sua proprietà era stato trovato un consistente quantitativo di canapa indiana, scrive Melito on line.