Operazione “Fake Cops”: 7 persone arrestate, si fingevano poliziotti ed effettuavano rapine a prostitute

Il titolo dell’operazione dice tutto: “fake cops“, finti poliziotti che per mesi hanno agito liberi di rapinare e violentare prostitute nel centro e nord Italia. Quattro persone di origine calabrese sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Trento, mentre altre tre sono finite in manette a Brescia, bloccate in flagranza di reato dalla squadra mobile


Il titolo dell’operazione dice tutto: “fake cops“, finti poliziotti che per mesi hanno agito liberi di rapinare e violentare prostitute nel centro e nord Italia.

Quattro persone di origine calabrese sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Trento, mentre altre tre sono finite in manette a Brescia, bloccate in flagranza di reato dalla squadra mobile locale.

Il loro modus operandi è ben spiegato su PrimaPress:

I malviventi contattavano telefonicamente le prostitute, e poi si presentavano fingendosi poliziotti per un controllo che si trasformava puntualmente in rapine, furti e, talvolta, in violenze sessuali sulle vittime.

La banda, con base operativa a Rho, in provincia di Milano, è ritenuta responsabile di almeno 50 rapine avvenute nel corso degli ultimi mesi tra Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio.

Nel corso delle indagini è stata fondamentale la collaborazione di alcune delle vittime, che sono riuscite a fornire descrizioni dettagliate dei sospetti ed hanno permesso la loro identificazione.

Un altro caso di finti agenti era emerso pochissimi giorni fa a Napoli, dove una banda di delinquenti, con vera divisa da Carabinieri, compiva furti e rapine in appartamenti.

Ne ha parlato Il Mattino:

I componenti della banda indossavano la divisa da carabiniere e con questo escamotage si facevano aprire la porta da cittadini che, in buona fede, li facevano entrare nelle loro ville o appartamenti. Ma una volta dentro, non esitavano a fare razzia di oggetti di valore. Tra i colpi messi a segno dai falsi carabinieri, la rapina a casa di un gioielliere. […] La scusa ufficiale era quella di effettuare una perquisizione. Del resto, a dirlo, era una persona che indossava la divisa di un carabiniere. Facile, dunque, convincere la vittima a consentire l’ingresso in casa.

Tre persone sono finite in manette: Pasquale Di Palma, Leonardo Sportiello e Francesco Cangiano, quest’ultimo maresciallo dei carabinieri sospeso dal servizio e già arrestato dalla sezione antirapina il 16 aprile 2008.

Di Palma, in particolare, era in possesso di tre tessere contraffatte della Guardia di Finanza ruolo marescialli, la riproduzione della placca dei carabinieri e una pistola giocattolo.

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