Affari italiani: Monigo, il Comune dà picche a Benetton

Treviso vuole la copertura della tribuna scoperta, ma l’amministrazione locale chiede che le spese siano condivise.

L’uscita di Alfredo Gavazzi di un possibile spostamento della Benetton da Treviso a Roma – oltre a scatenare polemiche – da alcuni attenti osservatori e conoscitori delle questione venete era stata letta come un assist al club per fare pressione sul Comune per i lavori di miglioramento di Monigo. Un assist che l’amministrazione locale ha rinviato ben lontano dall’area di rigore.

Una priorità per Luciano Benetton è la copertura della tribuna scoperta dello stadio, una copertura fondamentale per garantire un’affluenza di pubblico elevata anche nella stagione invernale, quando neve e pioggia tengono lontano i tifosi. Insomma, la ventilata ipotesi del presidente federale, tra le varie sfaccettature, ha anche quella di fare pressing sul Comune. Che, però, nicchia.

“Coprire i popolari a Monigo? Prima ci sono altre priorità – le parole secche dell’assessore Giuseppe Basso, che però non chiude completamente la porta –. Come amministrazione siamo perfettamente consapevoli dell’importanza del rugby e di uno stadio all’altezza di una grande competizione europea. […] Personalmente ritengo plausibile, in tempi rapidi, soltanto una sinergia pubblico-privata, con l’apporto finanziario di vari enti locali, e il contributo dei privati”.

Insomma, il Comune c’è, ma i soldi, gran parte dei soldi, deve metterli la Benetton. Prendere o… lasciare.

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